Ospedale San Pio
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Non c'è pace per l'ospedale «San Pio» di Castellaneta. Dopo l'annuncio del consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, che aveva riferito circa la riduzione degli orari delle sale operatorie (clicca qui per rileggere il pezzo), un nuovo allarme è lanciato oggi dall'assessore comunale di Castellaneta, Marika Fumarola.
Stando alle sue parole, affidate a una nota stampa, il punto nascita del nosocomio castellanetano sarebbe nuovamente a rischio chiusura e per scongiurarla servirebbe una deroga che la Regione dovrebbe chiedere al comitato competente: «Ho parlato con l'assessore regionale Pentassuglia che non si è sottratto al confronto, motivando l'ennesimo taglio alla sanità locale con la carenza di risorse economiche e la mancanza di personale sanitario idoneo» ha riferito Fumarola. «Ho compreso quali sono le ragioni - ha aggiunto - ma non le condivido perché ritengo che queste decisioni così impattanti con il territorio vadano affrontate non solo con le direzioni strategiche e sanitarie, ma anche con la politica locale che non va tenuta all'oscuro. Servono scelte condivise e motivate».
Stando alle parole di Fumarola, sulle possibile ragioni che potrebbero pesare a favore di una deroga da parte del «Comitato Percorso Nascita Nazionale» ci sarebbero le difficoltà di collegamento che interessano il versante occidentale della Provincia di Taranto, ma soprattutto della rete di emergenza-urgenza, che interviene spesso con ambulanze prive di medico a bordo. In ogni caso, osservano dal municipio castellanetano, «gli standard sono mantenuti, il problema del personale è generale e tocca anche il punto nascita indicato come sostitutivo già all'epoca di un primo tentativo - sventato - di chiusura: quello dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto e dell'Unità di terapia intensiva neonatale.
Al momento ciò che manca è un'analisi dei costi di esercizio, essenziali per capire se sia opportuno rinunciare a un servizio essenziale come quello del punto nascita. E questo non solo per i circa 140 mila utenti del versante ovest della provincia di Taranto, ma anche per le donne in gravidanza impossibilitate a partorire altrove o provenienti dalla vicina Basilicata o cittadine straniere (25 solo quest'anno). Chiudere il punto nascita a Castellaneta significherebbe inoltre sovraccaricare Taranto, senza avere la certezza di maggiore personale idoneo in servizio al Santissima Annunziata».
Un taglio di questo tipo fu evitato già nel 2019, ricorrendo a una deroga che la politica locale chiese al comitato competente. La ottenne con una richiesta formale della Regione Puglia, che oggi si chiede di reiterare.
Nel 2019 l'incarico fu assunto dalla dottoressa Iolanda Chinellato, attualmente referente regionale della Società italiana di allergologia pediatrica. Da allora, grazie al lavoro di squadra delle strutture complesse di Ginecologia-Ostetricia e Anestesia-Rianimazione, e nonostante le gravi carenze di personale, la struttura ha realizzato miglioramento costanti. Quest’anno, in controtendenza rispetto agli altri presidi della Asl, l'ospedale San Pio vanta 70 nascite in più, non poche confrontate con la denatalità nazionale.
«Il San Pio - ha concluso Fumarola - continua a offrire servizi ambulatoriali (oltre 600 in 5 mesi), day service, consulenze pediatriche, ma soprattutto è meta di mobilità per l’abbattimento delle liste di attesa di altre strutture».
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