I reparti del San Pio di Castellaneta
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Il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, segretario della commissione sanità, ha denunciato il blocco della procedura di reclutamento destinata a coprire la carenza di 14 ostetriche nel presidio ospedaliero San Pio di Castellaneta, parlando di una decisione incomprensibile della Regione Puglia che aggrava la cronica emergenza di personale. La sospensione dell'iter, che secondo il consigliere risultava già in fase avanzata e con le convocazioni delle professioniste avviate, deriva da una direttiva regionale nata per evitare atti discrezionali da parte dei vertici aziendali in scadenza di mandato, ma la sua applicazione sta sollevando forti polemiche per gli effetti sul reparto della provincia di Taranto.
L'esponente politico ha depositato un'interrogazione urgente all'assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia per chiedere chiarimenti immediati e l'applicazione di deroghe per garantire la continuità assistenziale. Il punto nascita e il reparto di ostetricia di Castellaneta rappresentano infatti uno snodo strategico per le famiglie del territorio occidentale tarantino e lo stop alle assunzioni rischia di lasciare la struttura in forte sofferenza proprio alla vigilia del periodo estivo, quando la gestione dei turni e delle ferie degli operatori diventa più complessa.
«La sanità pugliese vive una cronica emergenza di personale. Eppure, mentre ospedali e reparti continuano a fare i conti con organici insufficienti, la Regione decide di bloccare proprio quelle procedure assunzionali che servono a garantire l'assistenza ai cittadini. È una contraddizione gravissima che merita risposte immediate», ha dichiarato Antonio Paolo Scalera, sottolineando come la carenza dell'organico non sia un mero dettaglio amministrativo ma una criticità reale che colpisce i professionisti costretti da mesi a sacrifici pesanti.
Il segretario della commissione sanità ha specificato di non contestare la necessità di vigilare sulla correttezza amministrativa dell'ente pubblico, ma ha criticato la rigidità con cui il provvedimento viene imposto alle singole realtà locali. «Nessuno mette in discussione l'esigenza di vigilare sulla correttezza amministrativa ma quando una direttiva viene applicata in modo indiscriminato fino a bloccare assunzioni indispensabili per garantire la continuità assistenziale, allora il problema diventa serio. Perché a pagare il prezzo di queste scelte non sono i dirigenti o le strutture amministrative, ma i cittadini e gli operatori sanitari», ha ribadito la consigliera.
Attravento l'atto ispettivo, Scalera chiede alla Regione di mettere al primo posto la tutela della salute rispetto alle logiche burocratiche di fine mandato e di attivare subito gli strumenti straordinari per sbloccare la situazione della Asl Taranto. «La procedura avviata dalla Asl Taranto era finalizzata esclusivamente a rafforzare un servizio essenziale. Bloccare oggi queste assunzioni significa aggravare una situazione già al limite della sostenibilità. Significa lasciare un reparto fondamentale senza il personale necessario proprio alla vigilia del periodo estivo, quando le difficoltà organizzative aumentano e quando agli operatori viene spesso chiesto di rinunciare persino al diritto alle ferie per garantire i servizi», ha concluso il consigliere, chiedendo chi si assumerà la responsabilità se la gestione del presidio dovesse ulteriormente peggiorare.
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