Presa della Battigia 2023
Non è tardata ad arrivare la replica del responsabile locale del "Coordinamento nazionale mare libero" dopo l'interrogazione consigliare presentata dall'avvocato Francesca Arrè in merito all'evento "La presa ella battigia", organizzato lo scorso 15 luglio a Castellaneta Marina.
Arrè, consigliere di opposizione in forza a Fratelli d'Italia, nel suo documento aveva sollecitato il sindaco Di Pippa a chiarire «se la nuova amministrazione ritenesse gli imprenditori balneari una “lobby” da combattere come nelle finalità della manifestazione che si è inteso patrocinare». In sintesi, sempre secondo la tesi della giovane consigliera, tra le finalità del coordinamento organizzatore figurerebbe anche “il contrasto alla lobby dell’imprenditoria balneare”.
Il dottor Vito Donato Curione, responsabile locale del "Coordinamento nazionale mare libero" ha invece chiarito: «La nostra marina è stata una delle 10 famose località balneari d'Italia che ha partecipato e sposato l'evento in modo pacifico e senza nessun intento persecutorio nei confronti di nessuno, come sempre nello spirito del Co.Na.Ma.L. e lo ha fatto con slogan e manifesti di diverso genere su cui venivano spiegate le ragioni della manifestazione.
La nuova amministrazione comunale di Castellaneta, presieduta dal sindaco Gianni Di Pippa, a cui va il nostro ringraziamento per aver dato il patrocinio all’iniziativa, punta sull’approvazione del "Piano delle coste comunali", completamente ignorato in questi anni dalle precedenti amministrazioni. Auspichiamo che alle parole seguano a breve i fatti.
Con enorme stupore - ha spiegato Curione - abbiamo appreso di una interrogazione fatta dalla consigliera Arrè, che arbitrariamente e senza riscontro etichetta “La presa della battigia” come “La presa della battigia – spiagge libere da cemento e stabilimenti balneari”, usando strumentalmente uno dei tanti slogan riferito appunto alla spiaggia, al demanio, che come si sa, per legge non prevede strutture inamovibili sul proprio suolo.
Sarebbe bastato leggere il nostro post lanciato per promuovere l'evento per capire lo spirito pacifico e festaiolo della manifestazione.
Arré si indigna per l’azione ”di contrasto alle lobby dell’imprenditoria balneare“, ma “lobby” è esattamente il termine che ha usato più volte la Comunità Europea nelle comunicazioni rivolte al Governo Italiano, già sanzionato e ancora a rischio di grosse sanzioni per non aver applicato la Bolkestein.
Non si può essere europeisti a giorni alterni: quando si prendo i finanziamenti del Pnrr va bene, ma quando si tratta di adeguarsi a regole chiare e precise, come avviene nella maggior parte degli altri stati europei, si tergiversa. Sulle proroghe delle concessioni demaniali si prendono le difese di pochi a discapito della maggioranza della popolazione italiana.
Al contrario dell’avvocato Arrè, la manifestazione svoltasi due giorni fa, alla presenza anche di molti amministratori comunali, è stata apprezzata dai fruitori della spiaggia libera e persino da alcuni imprenditori balneari locali, che sono i primi a voler regole chiare e precise per le loro concessioni e intendono tutelare i propri investimenti, sempre e solo se fatti nel rispetto delle regole e delle leggi urbanistiche, di tutela naturalistica e ambientale e sul demanio.
Abbiamo distribuito materiale informativo e ragionato con cittadini e operatori del futuro assetto delle spiagge. È stato un bel momento di partecipazione, discussione, è stata una festa.
Amministrazione e gestori degli stabilimenti balneari ci troveranno disponibili a collaborare se si vuole fare di Castellaneta Marina un perla del turismo, ma solo se da subito si vorrà varare il Piano delle coste L.R. 17/2015 e si porrà la necessaria e dovuta attenzione alla corretta fruizione e tutela del patrimonio naturalistico (duna, spiaggia e bosco pineto)».
LA RICHIESTA DEGLI ATTIVISTI
1. 60% di spiagge libere in ciascun comune e/o ambito urbanistico (con divieto di preposizionamento di ombrelloni e lettini, garanzia pubblica della pulizia delle spiagge e assistenza bagnanti, ..)
2. Basta con i privilegi dei soliti noti (limite di 10 anni alla durata delle concessioni, imparzialità delle assegnazioni con attenzione particolare ad eventuali indennizzi illegittimamente riconosciuti, tutela dei diritti dei bagnanti, imperativo di tutela della costa);
3. Partecipazione delle associazioni ambientaliste e di tutela dei bagnanti ai processi decisionali politico-amministrativi di tutti i livelli
4. Controlli diffusi e costanti da parte delle forze dell'ordine e della Capitaneria di Porto sul rispetto della normativa e delle ordinanze.
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone. Scarica Telegram e clicca qui

