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Pronto soccorsi intasati e sistema 118 al collasso, Messina: «È ora di dire la verità»

il responsabile Sanità UDC Puglia Messina il responsabile Sanità UDC Puglia Messina

«La gestione della sanità pugliese, in generale, in questi anni è stata a dir poco discutibile. Ma, nello specifico, che quella della provincia di Taranto sia stata la più trascurata rispetto a quella delle altre province è una certezza empirica. Taranto infatti ha sempre sofferto delle scelte a ribasso imposte da Bari. Scelte che hanno avuto inevitabilmente cadute rovinose sia per i pazienti che per gli operatori sanitari». Lo ha dichiarato Messina, responsabile dipartimento Sanità di Udc Puglia.

«Fatte queste premesse - ha aggiunto Messina - e scendendo ancor di più nel particolare, uno dei punti assistenziali più fragili del sistemaijonico - che inevitabilmente finisce sempre nel mirino dell’opinione pubblica - sono i Pronto soccorsi e il sistema 118. Ed è proprio su queste due strutture che vanno fatte delle considerazioni partendo da tre elementi emersi in questi giorni.

In primo luogo alcuni politici hanno sottolineato le difficoltà degli operatori sanitari dei Pronto soccorsi di Taranto e Martina Franca a gestire i pazienti a causa del sovraffollamento e di un problema strutturale nel sistema 118 di Taranto. In risposta a questa difficoltà, e veniamo al secondo punto, è stata avanzata la proposta dell’apertura di un secondo Pronto soccorso presso l’ospedale “Moscati” o per lo meno di uno dedicato agli ammalati oncologici.

Il terzo elemento è legato alle recriminazioni di addetti ai lavori per l’assenza di personale medico nel Pronto soccorso di Taranto, che fra l’altro in questo periodo sembrerebbe essere stato preso d’assalto a causa del picco influenzale Su tutto questo sento il dovere di dire la mia, cercando di ristabilire un equilibrio sulla questione.

Innanzitutto - ha dichiarato Messina - credo che l’intasamento dei Pronto soccorsi (e la relativa, a volte cospicua, attesa degli utenti), sia dovuta fondamentalmente alla carenza strutturale della medicina territoriale. Perché sappiamo perfettamente che oggi a Taranto non esistono i presidi territoriali di assistenza organizzati e in funzione h24 che possano garantire le cure primarie quando gli studi di medicina generale sono chiusi.

Un altro tema è quello legato all’assenza di medici nel sistema 118, che allo stato attuale sono solo 13 medici su 75 previsti in pianta organica e su Taranto e provincia ci sono 1 centrale operativa, 3 punti di primo intervento e 35 postazioni da gestire in regime h24. Questi numeri vogliono dire solo una cosa: che non può esserci un vero filtro tra gli ammalati e la struttura ospedaliera. 

In altre parole, il 118 (come i Presidi territoriali di assistenza), che dovrebbe intervenire, prestando le prime cure all’ammalato sul posto ed evitando dove possibile l’ospedalizzazione, non può farlo perché non ci sono medici ed è costretto a intervenire con un mezzo dove a bordo ci sono solo l’infermiere e il soccorritore. 

Solo colmando questa carenza nel 118 sarebbe conseguentemente possibile abbassare in maniera cospicua il numero di accessi nei Pronto Soccorsi riuscendo a decongestionandoli.

A queste considerazioni - ha ribadito Messina - aggiungo un altro aspetto importante, quello dell’eventuale secondo Pronto soccorso a Taranto. I Pronto soccorsi per essere attivi, così come previsto dal decreto ministeriale numero 70, devono avere alle spalle un ospedale di base (ovvero un ospedale con Medicina, Chirurgia e Ortopedia). E nella pratica vuol dire che solo quando sarà attivo il nuovo ospedale si potrà pensare di attivare parallelamente un’altra struttura ospedaliera di base (che possa essere l’attuale Santissima Annunziata o il Moscati), e quindi un secondo Pronto soccorso. Infine, la proposta del Pronto soccorso oncologico va vista con la consapevolezza che andrebbe a rivolgersi solo a una fascia specifica di ammalati (quelli neoplastici) e che quindi non aiuterebbe le altre strutture di Pronto Soccorso a risolvere il problema del sovraffollamento. 

Il Pronto soccorso oncologico va certamente progettato, ma come un terzo centro che funzioni parallelamente ad altri due Pronto soccorsi.

La situazione dunque è chiara. In conclusione adesso servono scelte politiche coraggiose e determinanti.

Come Udc - ha concluso Messina - chiediamo l’immediato potenziamento della medicina territoriale con presidi h24 realmente operativi e contestualmente il completamento urgente dell’organico medico del 118.

Inoltre, siamo convinti serva un piano straordinario per il personale dei Pronto soccorso e una programmazione seria sulla rete ospedaliera ionica, senza più penalizzazioni per Taranto, perché non può continuare a essere la provincia più trascurata nel panorama sanitario. E su questi obiettivi porteremo avanti una battaglia politica seria, senza ambiguità e senza compromessi».

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