Ospedale San Pio di Castellaneta
A partire dal 7 luglio le sedute operatorie elettive nel presidio ospedaliero San Pio di Castellaneta subiranno una contrazione, venendo limitate alla sola fascia oraria dalle 8 alle 14 e cancellando di fatto l'attività pomeridiana che fino a oggi consentiva di operare fino alle 18.
La denuncia arriva dal consigliere regionale della Lega e segretario della commissione Sanità della Regione Puglia, Antonio Paolo Scalera, il quale definisce il provvedimento «una decisione incomprensibile, inaccettabile e profondamente lesiva del diritto alla salute dei cittadini».
Secondo l'esponente politico, la rimodulazione dell'orario si traduce in «una riduzione di circa il 40 per cento del tempo disponibile per l'attività chirurgica» con la conseguenza che «con meno ore di sala operatoria, si eseguiranno meno interventi». Si tratta, per il consigliere, di «una semplice equazione che avrà conseguenze pesantissime su centinaia di pazienti che attendono un intervento da oltre un anno e su tanti altri che non hanno ancora ricevuto nemmeno una data».
La motivazione del provvedimento, legata alla carenza di personale e alla necessità di limitare il ricorso alle prestazioni aggiuntive, viene indicata da Scalera come «l'ennesima dimostrazione del fallimento della programmazione sanitaria regionale», aggiungendo che «le inefficienze organizzative e le carenze di organico non possono essere scaricate sui cittadini». Il segretario della commissione rimarca che «se mancano medici, infermieri o anestesisti, la soluzione è assumere personale e mettere gli ospedali nelle condizioni di lavorare, non chiudere le sale operatorie nel pomeriggio», specialmente in una struttura che «rappresenta uno degli ospedali strategici dell'intera provincia di Taranto e serve un bacino di utenza vastissimo».
Di fronte a un «progressivo depotenziamento del San Pio» che si traduce in «meno servizi, meno attività e tempi di attesa sempre più lunghi», il consigliere ha depositato un'interrogazione urgente per chiedere al presidente della giunta regionale e all'assessore al ramo se siano a conoscenza della decisione assunta, quanti interventi verranno rinviati e «quali iniziative urgenti intenda adottare per ripristinare immediatamente la piena operatività delle sale operatorie dalle 8 alle 18».
L'esponente della Lega conclude rilevando la contraddizione tra gli annunci ufficiali e la realtà dei fatti, ricordando che «la sanità pubblica non si difende con gli slogan, ma garantendo ai cittadini il diritto concreto a essere curati nei tempi previsti». Scalera ha quindi richiamato l'esecutivo alle proprie responsabilità politiche, affermando che «il territorio ionico merita rispetto, non continui tagli» e che i pazienti non possono essere «costretti ad attendere ancora per un intervento che spesso significa tornare a vivere».
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