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Sconvolgiamo il Sud non si pone limiti: intervista ad Angelo Giandomenico

Angelo Giandomenico di Sconvolgiamo il Sud Angelo Giandomenico di Sconvolgiamo il Sud

Sconvolgiamo il Sud non sembra porsi limiti. Il movimento castellanetano, reduce dal convegno di successo dello scorso 19 gennaio (si è parlato di novità in tema di protezione delle vittime dei reati di violenza di genere e domestica), guarda già al futuro e pianifica una serie di iniziative a tutela del Meridione d'Italia e delle bellezze del nostro territorio.

Ai margini dei lavori dell'evento "Codice Rosso, cosa si è fatto e cosa si può ancora fare" abbiamo intervistato Angelo Giandomenico, responsabile della comunicazione di Sconvolgiamo il Sud.

Ottima cornice di pubblico e apprezzamenti anche da remoto per il vostro evento. I giudizi sono positivi, siete soddisfatti?

Come si può non esserlo? Dopo la brillante introduzione dell’avvocato Francesca Arrè, entrando in argomento, prima la dottoressa Sabrina Girardi è riuscita a tenere viva l’attenzione dell’uditorio con grande padronanza. Successivamente, l’avvocato Antonio Maria La Scala, pur trattando un argomento così forte, ha avuto il pregio di incantarci tutti. Siamo orgogliosi e soddisfatti, tanto è vero che con la preziosa collaborazione dell’associazione Gens Nova, abbiamo già pensato di dar seguito a questa serata con altre iniziative. Colgo l’occasione, infatti, attraverso la vostra testata, di ringraziare ancora una volta gli amici di Gens Nova e soprattutto il suo presidente nazionale, l’avvocato Antonio Maria La Scala, che da due anni ricopre anche l’incarico di presidente del NIRS (Nucleo Ispettivo Regionale della Sanità), ruolo prestigiosissimo che sta dando grandi risultati nella sanità regionale pugliese, dagli arresti nell’Asl leccese, ai furbetti del vaccino, agli arresti effettuati qualche giorno fa presso gli Ospedali Riuniti di Foggia.

Da dove nasce l’idea di organizzare un convegno su un tema così scottante come quello della violenza di genere e domestica?

Come ho rimarcato giovedì sera in apertura dei lavori, l’idea di organizzare con “Sconvolgiamo il Sud” un convegno per parlare di un argomento così impegnativo e drammaticamente attuale, nasce dopo una cordiale chiacchierata avuta con delle mie amiche che lavorano nell’ambito scolastico  e che mi avevano fatto notare che i bambini spesso raccontano quello che viene nascosto, per vergogna e per paura, dai loro genitori. E così con Francesca Arrè e Simone Giungato abbiamo deciso di affrontare la questione.

Perché trattare qualcosa cui la politica sembra non riservare il dovuto interesse? Voi ne avete fatte di manifestazioni e, quasi tutte, non si può nascondere, di un certo successo. Perché imbarcarsi in un’impresa così rischiosa?

Tutto è politica. Qualsiasi decisione i più diversi problemi, i piccoli e grandi cambiamenti passano attraverso la politica E, ciò sta a dimostrare che noi di “Sconvolgiamo il sud” non amiamo far politica solo per motivi  più esclusivamente elettorali, ma riteniamo nostro compito anche quello di affrontare e confrontarci su temi e argomenti che sono di straordinaria attualità.

Tenuto conto che venite da lontano, che rappresentate da così lungo tempo, la destra locale, perché, dopo Sconvolgiamo Castellaneta, adesso decidete addirittura di fare il passo di allargarvi con un progetto più ambizioso come quello di Sconvolgiamo il Sud? Mi viene spontaneo chiedervi: dove volete arrivare?

La nostra storia politica parla chiaro. La nostra coerenza è sotto gli occhi di tutti e nessuno può smentire e sostenere il contrario. Con tutta l’esperienza ed il bagaglio politico culturale maturato in tanti anni di militanza, abbiamo dato vita, diversi anni fa, grazie all’intuito e all’impegno di Francesca Arrè, a “Sconvolgiamo Castellaneta”, entrando da protagonisti nel mondo dell’associazionismo. Tante sono state le importanti iniziative messe in campo sociale e culturale che hanno avuto un grande riscontro. Voglio ricordare quelle a sostegno del reparto oncologico dell’ospedale San Pio di Castellaneta, quelle dei corsi di lingua inglese, cinese e tedesco a portata di tutti o le iniziative rivolte alla valorizzazione del nostro centro storico. Poi, parlando con amici di altre città, province e regioni, è nata l’idea di fare, come tu dicevi, il nuovo passo verso un progetto più ambizioso come quello di “Sconvolgiamo il Sud”, che il mese scorso abbiamo presentato alla città e che vede il coinvolgimento di altre associazioni di regioni come la Basilicata, la Campania, la Calabria, il Molise e la Sicilia. Non ci poniamo dei limiti. Vogliamo andare avanti, non ci spaventa il lavoro. Come è accaduto in passato, non ci fermerà alcun ostacolo. Abbiamo già in cantiere, nei prossimi mesi, altre manifestazioni che terremo in altre città. Per quanto riguarda il nostro territorio, nei giorni scorsi abbiamo affrontato l’annoso problema relativo al consorzio di bonifica, anche per smascherare qualche politico nostrano abituato da tempo alle solite passerelle elettorali. Stiamo lavorando, da giorni, sulla storia che riguarda l’iter che il Ministero della Cultura ha già avviato sulla candidatura della Via Appia Antica a patrimonio dell’Unesco. Castellaneta non può e non deve rimanere fuori. La Via Appia Antica diventerebbe il 59° sito italiano riconosciuto dall’Unesco. In tutto ciò ci stiamo avvalendo della preziosa collaborazione di archeologici ed esperti del settore e di tutto il lavoro prodotto, anni addietro, dall’onorevole Carmelo Patarino che, attraverso una intensa attività parlamentare, portò la questione all’attenzione dei governi dell’epoca. Basti, inoltre, ricordare tutta la vicenda legata ai lavori di scavo nei pressi del convento di Sant’Agostino di Massafra che fecero scoprire reperti di altissimo valore artistico e storico o la questione legata alla realizzazione del metanodotto Massafra – Biccari (Foggia) in località “Le Grotte” qui a Castellaneta. Durante i lavori per la realizzazione della rete gas vennero alla luce insediamenti archeologici che, considerando la vastità dell'area interessata, i rilievi, la natura e la ricchezza del materiale ritrovato (monete di bronzo e di argento, vasellame di pregevole fattura, monili e altro), fecero pensare ad una delle aree archeologicamente più interessanti del Meridione, scoperte negli ultimi tempi.

Insomma, non faremo sentire la nostra voce e vedere la nostra presenza solo nelle occasioni elettorali.

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