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Tumore alla mammella: Puglia all'avanguardia per chirurgia oncologica e plastica

I chirurghi Memeo e Girardi I chirurghi Memeo e Girardi © ViVi

La neoplasia più frequente nelle donne è il carcinoma mammario: nel 2023, infatti, sono stati registrati 55 mila nuovi casi solo in Italia.

Il trattamento chirurgico del tumore mammario si avvale sempre di due professionisti: il chirurgo senologo che si occupa della parte demolitiva e quindi dell'asportazione del tumore e il chirurgo plastico che invece ricostruisce il seno con il rimodellamento e l'impianto di protesi mammarie.

Un lavoro sinergico, come quello che in Puglia portano avanti la dottoressa Antonia Girardi, chirurgo senologo proveniente dall'Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano e il dottor Giuseppe Memeo, chirurgo plastico con grande esperienza nella ricostruzione mammaria.

Gomito a gomito, in perfetta sintonia, i dottori Girardi e Memeo continuano a spendersi quotidianamente, mettendo il paziente e il suo benessere psicofisico al centro di ogni attenzione medica.

«Cerchiamo di prenderlo per mano in tutto il percorso seguendolo anche dopo la malattia» ha confessato la dottoressa Girardi rendendo noti anche i numeri positivi che ruotano attorno a questo tipo di neoplasia. «Il dato di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è pari all'88% dei pazienti - ha chiarito - e senza dubbio questo è dovuto agli enormi passi avanti compiuti dalla ricerca. Parlo di terapie sempre più innovative e personalizzate, interventi chirurgici secondo i più elevati standard e soprattutto una presa in carico multidisciplinare che si avvale di diversi specialisti come oncologo, radioterapista, anatomo patologo, medico nucleare, radiologo senologo, psiconcologo e breast nurse.

La chirurgia mammaria - ha aggiunto la dottoressa senologa Girardi - negli anni ha subito enormi cambiamenti passando da interventi molto demolitivi “massimo tollerato” ad interventi di chirurgia gentile e raffinata altamente preservativa del corpo “minimo efficace”».

Insomma, veri e propri passi da gigante: «siamo passati da asportare tessuti nella speranza di sconfiggere il tumore senza occuparci del riscontro estetico delle nostre pazienti guardandosi allo specchio a una chirurgia fine e poco invasiva che conserva criteri di radicalità oncologica preservando però anche la femminilità che il seno rappresenta in ogni corpo».

Su questo aspetto, il dottor Memeo ha puntualizzato: «Oggi la chirurgia mammaria deve essere seguita da chirurghi esperti sfruttando al meglio le risorse che la ricerca e la scienza hanno messo a nostra disposizione, per offrire alle pazienti non solo la guarigione oncologica ma anche la capacità di tornare a guardarsi allo specchio» ha dichiarato.

«Per esempio - ha poi aggiunto il dottor Memeo - spesso riusciamo a conservare il capezzolo, ma oggi, qualora non fosse possibile, ci sono presidi per la sua ricostruzione: protesi sempre più morbide che replicano la consistenza della naturale ghiandola mammaria, impianto di grasso per eliminare piccoli inestetismi anche post radioterapia.

Ad ogni modo, l’interesse per il risultato estetico è uno degli obiettivi principali del nostro lavoro: spesso curiamo giovani donne che dopo la malattia hanno il diritto a tornare alla vita normale, sentendosi a posto con il proprio corpo e liberi di andare in spiaggia, di guardarsi allo specchio o di indossare un abito scollato.

La cosa importante - ha chiarito il dottor Memeo - è chiaramente che ogni percorso chirurgico sia “cucito” a misura di paziente, considerando il suo desiderio, la necessità oncologica e le possibilità ricostruttive permettendo una cura della persona non solo della malattia».

Ma quali sono le novità che la medicina e la ricerca, oggi mettono a disposizione alle pazienti? I due medici, attualmente a lavoro al Miulli di Acquaviva delle Fonti, rispondono all'unisono: «l’evoluzione corre velocemente dal trattamento dei linfonodi, che è sempre più conservativo, alle protesi mammarie in materiali sempre più morbidi e capaci di donare risultati naturali perché possono essere posizionate sia dietro il muscolo sia pre pettorali.

Il resto lo fanno una presa in carico efficace del paziente e la manualità del chirurgo: «cerchiamo di offrire cure moderne e aggiornate - hanno concluso - restando al passo con le linee guida internazionali e proponendo tecniche chirurgiche sempre nuove. Sconfiggere la malattia, oggi più di ieri, è assolutamente possibile».

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