Tribunale di Taranto
Si è conclusa davanti al gup del Tribunale di Taranto l'udienza preliminare relativa alla complessa vicenda giudiziaria e politica che coinvolse Castellaneta, segnata da un'inchiesta su presunte campagne diffamatorie, veleni e minacce precedenti alla corsa per le amministrative del 2022.
Il bilancio della decisione giudiziaria si sintetizza in un'assoluzione, una pronuncia di non luogo a procedere e sei rinvii a giudizio per gli imputati che affronteranno il processo con rito ordinario.
Nello specifico, l'assoluzione con rito abbreviato riguarda il sottufficiale Giovanni Prisciantelli, scagionato dall'accusa di calunnia ai danni dell'ex sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti. Contestualmente, il giudice ha disposto il non luogo a procedere per l'altro militare coinvolto, Maurizio Ronco.
Vanno invece a processo 6 persone. L'imprenditore Vito Fortunato Pontassuglia e l'ex consigliere comunale Vito Perrone sono accusati di violenza privata per aver attribuito a Gugliotti, tramite account falsi, la presunta alterazione di gare d'appalto e l'incasso improprio di denaro, con l'obiettivo di condizionarne l'azione politica e costringerlo a non candidare come sindaco Walter Rochira. Analoghe condotte diffamatorie via social avrebbero preso di mira anche l'avvocato e attuale consigliera comunale Maria Terrusi.
A giudizio sono finiti anche Settimio Surico, Vito Nicola Putignano, Angelo Clemente e l'ex presidente del consiglio comunale, Simonetta Tucci. Quest'ultima deve rispondere dell'accusa di calunnia per aver addebitato falsamente a Gugliotti, con cui aveva avuto in precedenza una relazione sentimentale, reati gravissimi quali violenza sessuale, atti persecutori e concussione.
Dalle indagini è emerso inoltre un quadro di forti pressioni, in cui l'ex sindaco, filmato a sua insaputa dopo incontri intimi, sarebbe stato avvicinato e minacciato da alcuni imputati della diffusione del video per condizionarne le scelte politiche.
L'inchiesta abbraccia inoltre un filone collegato riguardante la realizzazione e la diffusione in rete, nell'estate del 2021, di 10 filmati intitolati «Il ventennio del sistema Di Giorgio». Pubblicati sui social anche mediante profili con nomi di fantasia, i video avrebbero attribuito all'ex magistrato Matteo Di Giorgio indebite ingerenze nella vita politica del Comune di Castellaneta, con l'intento di danneggiarne l'immagine pubblica e privata e quella della sua compagna, l'avvocato Maria Terrusi.
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone.
Seguici sul canale WhatsApp: clicca qui
Seguici su Telegram: clicca qui

