"Tutti in goal": un giovane castellanetano vincitore del progetto didattico FIGC

Attualità
visibility1413 - giovedì 31 dicembre 2020
di La Redazione
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Foto di gruppo con il giovane Antonio Fantin
Foto di gruppo con il giovane Antonio Fantin ©

Niente è impossibile!" è lo slogan del quattordicenne castellanetano Antonio Fantin risultato vincitore a livello regionale del progetto didattico sportivo "Tutti in goal" promosso dal settore giovanile e scolastico della FIGC e rivolto alle scuole secondarie di I grado.

Il progetto coordinato dal delegato regionale all'attività scolastica, il professor Silvio De Frenza, insieme ai delegati provinciali del territorio pugliese ha visto la partecipazione di numerosi alunni e alunne nella creazione di uno slogan innovativo ed efficace da presentare in un video mentre si calciava il pallone.

Il messaggio inviato da Antonio Fantin nel video registrato quando era alunno della classe terza C della scuola secondaria di I grado dell'istituto comprensivo statale "Filippo Surico" di Castellaneta, è emerso in particolare per la forza intriseca non solo delle sue parole ma del suo animo così sensibile e coraggioso che abbatte tutti gli ostacoli della sua disabilità.

Il delegato provinciale all'attività scolastica, il professor Gianvito Salluce e il delegato provinciale all'attività di base Francesco Nardulli hanno espresso il loro entusiasmo per la vittoria di Antonio ed hanno ringraziato per la collaborazione i suoi genitori ed il professore di Educazione Fisica Agostino De Bellis.

LA LETTERA DI ANTONIO

Mi chiamo Antonio, ho 14 anni e attualmente frequento il primo superiore a Castellaneta, l’anno scorso ho partecipato ad un progetto “Tutti in goal”, ideato dalla mia ex scuola media “F. Surico” di Castellaneta.

Questo progetto è stato ideato durante il periodo del lockdown (causa covid-19), come alternativa ad un’altra iniziativa “Campionati studenteschi” che si sarebbe tenuto tra le varie scuole a livello provinciale. A tal proposito ero stato sorteggiato come allenatore della scuola e l’idea di poter svolgere questo compito mi rendeva molto felice, avevo una certa responsabilità nei confronti dei miei compagni, la consideravo una sfida personale.

Purtroppo questo piccolo sogno che si stava avverando è svanito a causa, come ho detto prima, del covid-19, che ci ha portati a restare a casa e non poter più frequentare la scuola. Ma, nulla è andato perso, perché in alterativa al precedente progetto ne è stato ideato un altro “Tutti in goal”, consisteva nel pensare ad uno slogan innovativo, creativo, significativo, da dire in un video, della durata di pochi secondi, mentre si doveva tirare un calcio al pallone: lo slogan più bello avrebbe vinto un premio. Mi ricordo che non è stato facile trovare uno slogan avvincente, ma alla fine ho pensato a “NIENTE IMPOSSIBILE!”.

Credo che questo slogan sia un messaggio di incoraggiamento verso coloro che si arrendono alle prime difficoltà, che non combattono per i propri sogni, e che si fermano all’apparenza, uno slogan che fa riflettere, in particolare, a persone come me disabili che molto spesso fanno della loro disabilità un ostacolo insormontabile, o che gli altri lo rendono un limite. Quindi attraverso questo video in cui tiro un calcio al pallone credo di aver dimostrato quanto detto.

Dopo un anno, precisamente il 18 dicembre 2020, ho ricevuto una telefonata dal mio professore di educazione fisica delle medie, il professore Agostino De Bellis, il quale mi ha comunicato che il vincitore di quel progetto “Tutti in goal” ero proprio io. Non avrei mai pensato di poter vincere tra i tanti partecipanti. Il giorno dopo il mio professore insieme al presidente della Federazione Gianvito Salluce e di un altro professore Francesco Nardulli, sono venuti a casa mia per consegnarmi il premio: la maglia originale dell’Italia.

Non si può descrivere a parole la gioia e la felicità nell’aver ricevuto questo premio, un’emozione unica. In quel momento ero fiero di me stesso, orgoglioso di essere riuscito a trasmettere un bel messaggio al pubblico. Ringrazio il mio professore e coloro che mi hanno premiato, perché grazie a loro ho fatto una bellissima esperienza che si è conclusa nei migliori dei modi.