Mottola si "accende" con la tradizionale festa di San Giuseppe

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visibility853 - mercoledì 13 marzo 2019
di Andrea Carbotti
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I tradizionali falò di San Giuseppe
I tradizionali falò di San Giuseppe © Web

Anche quest'anno, con l'arrivo della primavera, torna a Mottola la tradizionale festa di San Giuseppe.

Martedì 19 marzo, infatti, proprio nella data in cui si celebra il santo falegname, la parrocchia omonima in collaborazione con l'associazione Pro Loco ha messo a punto l'abituale festa rionale, molto partecipata e che si rivolge tradizionalmente alle famiglie.

Per quanto riguarda il programma religioso, si parte già dalla mattina con due celebrazioni eucaristiche, alle 9 e alle 10:30. Alle 18, invece, è prevista una terza messa nella quale saranno benedetti i falegnami e i papà, gli stessi che di lì a poco porteranno a spalla il simulacro di san Giuseppe nella solenne processione. Al termine della stessa saranno benedetti i tradizionali falò, che non mancheranno per le vie del quartiere, che prende appunto il nome dalla parrocchia dedicata al santo falegname.

«San Giuseppe è una comunità che necessita di essere stimolata - ha commentato il nuovo parroco Don Dino Mellone - ma che è composta di gente generosa e semplice, una cosa che sinceramente amo molto».

Non mancheranno le bancarelle, la note della banda "F. Gigante" di Palagianello, un percorso enogastronomico e uno spettacolo musicale a cura del gruppo folkloristico "Canzoniere Mottolese". Prima dello spettacolo pirotecnico, previsto per le 22, ci sarà anche la premiazione del concorso "Il falò più bello per San Giuseppe", al quale sarà possibile iscriversi in parrocchia fino al 17 marzo.

«La festa di San Giuseppe è per noi tutti molto importante. - ha continuato Don Dino - Importante soprattutto per risvegliare la devozione della gente, quella buona e che ci porta a vivere una relazione con Cristo: la semplicità di San Giuseppe e di quello che siamo riusciti a organizzare quest'anno devono indurci a metabolizzare il concetto di gratuità, la cui bellezza ci porta a intraprendere e vivere un sincero cammino di fede».

Andrea Carbotti