Il cordoglio di Cia Puglia per la tragica scomparsa di Mario Di Cristo

Cia
visibility19489 - venerdì 13 settembre 2019
di La Redazione
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Mario Di Cristo
Mario Di Cristo © Web

«Siamo addolorati e sconvolti per la tragica scomparsa di Mario Di Cristo, un uomo perbene, uno stimato imprenditore agricolo. Esprimiamo il nostro cordoglio ai familiari e a quanti hanno potuto apprezzarne le qualità conoscendolo e collaborando con lui».

E’ Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a esprimere a nome di CIA Agricoltori Italiani della Puglia lo sconcerto e il dolore per la brutale aggressione di cui è stato vittima Mario Di Cristo, 79enne imprenditore del settore ortofrutticolo, associato CIA, la cui azienda opera da oltre trent’anni nella parte occidentale della provincia di Taranto. Aveva origini campane, ma la terra jonica era diventata la sua casa, la sua vita e il suo futuro. L’uomo qualche giorno fa si trovava in un’azienda agricola di Policoro, in provincia di Matera, quando, intervenendo per soccorrere una donna aggredita da due persone, è stato a sua volta aggredito. Era stato ricoverato d’urgenza, purtroppo non ce l’ha fatta.

«Mario, padre di tre figli – Aniello, Giuseppina e Patrizia – da qualche anno era vedovo” - ha aggiunto Rubino - Persona umile, grande lavoratore, era rispettato da tutti. La sua azienda, denominata Mario e Aniello Di Cristo, opera nel settore della lavorazione dell’ortofrutta sia a Palagianello che a Castellaneta e in tutta la provincia di Taranto. Nostro associato da tantissimi anni, ha più volte collaborato con noi, fornendoci in diverse occasioni i prodotti che portavamo nelle manifestazioni e nei tanti eventi organizzati ogni anno dalla CIA», ha spiegato Rubino.

«E’ una grande perdita - ha aggiunto il presidente provinciale di CIA Due Mari Pietro De Padova - Diversi anni fa, condividemmo con Mario la gioia che provò nel ricevere il Premio Nicola Resta, riconoscimento che la Camera di Commercio di Taranto gli assegnò per premiare il suo operato di imprenditore di alto profilo, impegnato per la crescita della terra jonica. Quel riconoscimento, premiava l’efficienza della sua organizzazione aziendale, la lungimiranza imprenditoriale nel dotare le proprie strutture di mezzi e strumenti innovativi, la capacità di aver creato una realtà sociale ed economica punto di riferimento per un ambito piuttosto vasto di imprese e persone», ha concluso De Padova.