Chiesa, scuola e famiglia al centro dell'incontro con don Michele Quaranta

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visibility743 - mercoledì 13 novembre 2019
di La Redazione
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Don Michele Quaranta e il vescovo Claudio Maniago
Don Michele Quaranta e il vescovo Claudio Maniago ©

Lo scorso 11 novembre, per iniziativa dell'ufficio "Educazione, Scuola e Università" guidato dal neo dirigente don Michele Quaranta, si è tenuto un proficuo appuntamento tra il vescovo della diocesi di Castellaneta monsignor Claudio Maniago, i dirigenti scolastici dell'Ambito TA/22 (coincidenti con i comuni della diocesi di Castellaneta) e i presidenti dei consigli d'istituto degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. All'incontro sono stati invitati anche il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale (Mario Trifiletti) e il presidente della Provincia di Taranto (Giovanni Gugliotti).

Nella sua prolusione, don Michele ha sottolineato l'imprescindibile necessità di sancire o saldare sodalizi educativi tra quanti, a vario titolo sono direttamente impegnati nell'educazione delle persone in età scolare: famiglia, scuola, Chiesa e altre agenzie educative presenti sul territorio.

«È indubbio - ha continuato il direttore Quaranta - che la missione della Chiesa non potrebbe essere espressa nella sua integralità se perdesse, anche solo in parte, la consapevolezza di esistere entro uno scenario territoriale e culturale complesso e pluralistico, dominato dalla interdipendenza che sostanzia e rimodella, centra ed orienta costantemente il suo obiettivo, la sua azione e la sua direzione formativa.

Le stesse considerazioni, che evidentemente portano alle medesime conclusioni, possono essere fatte in ordine ad altre due importanti agenzie educative qui ampiamente ed egregiamente rappresentate: la famiglia e la scuola.

In generale, almeno sul piano dottrinale, è possibile convergere su un’idea pedagogica fondativa e strutturante ogni sistema educativo: che non è mai possibile pensare educatori ed educandi autocentrati, alieni o schermati dalle costanti provocazioni causate da condizioni, situazioni ed eventi che caratterizzano il tempo ed il contesto in cui le persone sono esistenzialmente innestate.

Ed è proprio in ordine alle costanti sfide educative generate dai tempi, che si coglie qui l’impellente necessità dell’alleanza educativa tra i soggetti protagonisti della formazione formale, informale e non formale in cui si realizza l’insegnamento/apprendimento tra educatori ed educandi: famiglia, scuola e chiesa, una antica triade educativa di riformate e rinnovate potenzialità di successo rispetto al presente e al futuro prossimo.

Questa alleanza che per la sua complessità (dovuta all’eterogeneità dei soggetti parte) è spesso percepita come difficile da realizzare o addirittura problematica nel suo sussistere, ci chiede invece di essere accolta quale straordinaria opportunità che occasiona l’incontro e quindi il confronto e il dialogo, per giungere, o perlomeno mirare, a sintesi educative condivise e concertate in una visione olistica della persona, del territorio e della cultura.

Senza questa convergenza di visioni e sensibilità progettuali degli educatori, è assolutamente impossibile imbastire azioni educative significative, durevoli ed efficaci e soprattutto qualificarle come contributo concreto alla formazione, perché, lo sappiamo bene, la cifra alta dell’educazione è la formazione sociale che fa di ogni figlio, studente o credente che sia, un cittadino attivo del suo tempo, per usare un termine corrente della grammatica dell’educazione.

Ben inteso - ha precisato don Quaranta - tengo a precisare che quando parlo di partenariato non voglio dire confusione di compiti e ruoli o assoluta parità sul piano decisionale e operativo, perché Scuola, Famiglia e Chiesa restano titolari di impegni e responsabilità precipue e non surrogabili o intercambiabili per la pur nobile ed alta volontà di interazione e collaborazione tra le parti.

Vale però la pena di evidenziare che in questo gioco di squadra la Chiesa, da sempre esperta in educazione, può offrire un contributo decisivo e insostituibile, perché è il soggetto dotato della più ampia trasversalità sul piano intenzionale ed è quindi in grado di suggerire percorsi educativi non formali alle famiglie e alla scuola per abitare tutta la realtà come luogo generativo ed educativo.

In una logica educativa di separazione e preclusione, il mondo della scuola, l’universo familiare e le comunità ecclesiali sarebbero, oggi più di ieri, condannate alla dispersione e frammentazione delle energie educative disponibili e all’ipertrofia scomposta degli itinerari e delle offerte formative.

Nella prospettiva di una proficua ed efficace alleanza educativa, in una lettura d’insieme dei fenomeni e delle questioni comuni che impattano sulla scuola, sulla famiglia come sulla Chiesa, senza pensare di trattarle compiutamente e di esaurirle tutte, ve ne sono almeno quattro sulle quali vorrei porre l’accento, richiamando l'attenzione dei presenti su: cambiamento climatico e ecosostenibilità; web, social e nuovi linguaggi di apprendimento; migrazione e inclusione; raccordo scuola/università/lavoro.

Ed è su questi quattro punti di emergenza educativa che la Chiesa propone alla famiglia e alla scuola di fare alleanza educativa, cementando energie e risorse d'impegno».