A Massafra un incontro di filosofia dal titolo "La forza del desiderio"

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visibility211 - lunedì 02 dicembre 2019
di Luigi Serio
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Palazzo della Cultura
Palazzo della Cultura © Luigi Serio

Mercoledì 4 dicembre, alle 18, nel Palazzo della Cultura si terrà un incontro di filosofia dal titolo "La forza del desiderio" organizzato dall'Università Popolare delle Gravine Ioniche di Massafra, dall'assessorato alla Cultura e dalla biblioteca comunale Paolo Catucci, dall'IISS De Ruggieri e dalla Consulta delle Associazioni.

Durante l'incontro interverrà il sindaco Fabrizio Quarto per un indirizzo di saluti e il dirigente scolastico dell'IISS De Ruggieri Elisabetta Scalera che introdurrà il relatore don Michele Marco Quaranta docente di filosofia. Modererà la presidente dell'UPGI Anna Maria Bosco.

«Quest'anno con l'UPGI, ho deciso di affrontare il tema del Desiderio - ha commentato in una nostra intervista don Michele Marco Quaranta -, anche per l'afferenza che esso ha con il Tempo dell'Avvento appena iniziato: il Natale infondo è un profondo desiderio del cuore dell'uomo legato ad una eterna promessa d'amore. Come, ad esempio, non pensare ai Magi che intrapresero un cammino, condotti dalla luce di una "sidera" per raggiungere la meta agognata?

Esso è una forza energetica totalizzante che s'impossessa di noi, a prescindere e nonostante noi stessi: ci si sente da abitati, attraversati e trasportati dalla sua energia attrattiva che ci catapulta aldilà dell'Io e oltre il presente.

L'etimologia della parola Desiderio è "mancante di stella"; quindi il desiderio nasce da un’esperienza di buio, di mancanza, di scompaginamento, di assenza che spinge a ricercare appassionatamente un'opportunità di luce.

È qualcosa che sentiamo ostro, ma che di fatto non ci appartiene e, paradossalmente, è più forte di noi e della nostra stessa forza di volontà.

Il resto lo scopriremo insieme partendo dalla lettura di una suggestiva opera di Renè Magritte (Il ritratto di Sir Edward James) in cui si vede un uomo allo specchio che gli riflette le spalle piuttosto che il viso».