Lega: «Quanti extracomunitari e richiedenti asilo ci sono a Massafra?»

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visibility1029 - venerdì 14 febbraio 2020
di La Redazione
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Comune di Massafra
Comune di Massafra © ViviWebTv

«Massafra sempre più multietnica e, aggiungiamo, questa sarebbe anche motivo di orgoglio, starebbe a significare che siamo, come città, capaci di accogliere e integrare un numero sempre maggiore di persone provenienti da tutto il mondo. Purtroppo, mai come in questi mesi, i condizionali sono un obbligo morale, prima ancora che significati grammaticali».

Esordisce così, in una nota, la sezione cittadina della "Lega - Salvini Premier" annunciando di aver inviato al presidente del consiglio Maurizio Baccaro e al sindaco Fabrizio Quarto una interrogazione comunale per chiedere informazioni riguardanti la presenza sul territorio comunale in generale, e nel centro storico in particolare, il numero di persone richiedenti asilo, la loro regolarità rispetto le leggi vigenti e le loro condizioni abitative.

«È un obbligo - continua la nota - mettere i condizionali quando non passa giorno che qualche cittadino non ci rivolga domande preoccupate sul fenomeno crescente delle presenze di persone extracomunitarie sul territorio. Nessun pregiudizio, nessuna forma di discriminazione ma non può, e non deve essere, il timore di essere strumentalmente additati come intolleranti a farci chiudere gli occhi su questa realtà che, a nostro avviso, ci è sfuggita di mano.

Non possiamo parlare di integrazione se non esiste supermercato che non abbia un immigrato all'entrata, allo stesso modo risulta difficile parlare di corretta integrazione se non si incontra una famiglia che sia una, ma solo giovani uomini intenti a non fare niente e, ci preme dirlo, non per loro colpa ma per la cronica cecità di programmazione a cui questo Sindaco con la sua amministrazione ci ha tristemente abituato.

Ci piacerebbe sapere per quale motivo questa "percezione" aumenta con il passare del tempo, se gli interrogativi dei cittadini massafresi arrivano solo a noi. Ci piacerebbe sapere quanti ne ospitiamo, se sono regolarmente identificati, quanti ancora ne sono in arrivo e quali programmi di integrazione sociale e lavorativa sono a loro riservati.

Queste le motivazioni che ci hanno spinto a chiedere una risposta ufficiale dal nostro sindaco, quindi a depositare un’interrogazione dedicata a questo problema che, a nostro avviso, è sempre meno integrazione e sempre più business».