Il consiglio provinciale di Coldiretti Taranto incontra l'assessore all'Agricoltura Pentassuglia

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visibility129 - domenica 18 ottobre 2020
di La Redazione
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Il consiglio provinciale di Coldiretti Taranto
Il consiglio provinciale di Coldiretti Taranto ©

Le problematiche del comparto agricolo e zootecnico, al centro del consiglio provinciale di Coldiretti Taranto di venerdì 16 ottobre, hanno visto l’intervento del neo assessore regionale all’agricoltura Donato Pentassuglia e del direttore di Coldiretti Puglia Pietro Piccioni.

L’agricoltura è una valida risorsa di sviluppo per il territorio ionico e non può continuare a essere penalizzata dagli intoppi della burocrazia. Come emerge dall'intervento di Alfonso Cavallo, presidente Coldiretti Taranto, ancora una volta, ha denunciato i ritardi dei rimborsi per le calamità:

«E’ inaccettabile che gli agricoltori stiano ancora aspettando quelli per l’alluvione del 2013. Per le nevicate e le gelate del 2017 e 2018, poi, solo alcuni comuni colpiti sono stati beneficiati. C’è bisogno da una parte di velocizzare il più possibile l’accesso alle risorse e i tempi di erogazione delle stesse. Dall’altra, di avviare un ragionamento serio sulla riforma del sistema assicurativo, affinché possa garantire le aziende dai danni causati dai cambiamenti climatici».

Sulla questione assicurazioni ha rincarato la dose Aldo Raffaele De Sario, direttore di Coldiretti Taranto: «L’assicurazione di tutte le colture e non solo di alcune può diventare uno strumento di stabilizzazione del reddito degli agricoltori. Ma è un sistema che va adeguato, così come anche la normativa nazionale sugli interventi post calamità, che va rivista perché troppo ingessata».

Si è parlato anche di acqua: per Coldiretti Taranto “senza un piano di razionalizzazione dell’acqua non si potrà fare agricoltura. Servono intervertenti infrastrutturali per non disperdere l'acqua piovana e manutenzione ordinaria e straordinaria di canali di scolo, invasi e reti irrigue”. In questo contesto si inseriscono i Consorzi: vanno riformati per fare progettualità importanti in grado di portare investimenti futuri nel settore dell’acqua e della bonifica.

Analizzata anche la questione Xylella. Avanza come il Covid: «È un problema che deve diventare nazionale, perché è stato commesso l’errore di relegarlo non a una regione, la Puglia, ma a un angolo di essa, il Salento. Oggi deve diventare un problema non solo agricolo, ma sociale. E smettiamola di pensare che riguardi solo gli olivicoltori - ha detto il direttore Piccioni -. Servono indennizzi per far fronte al mancato reddito – ha rimarcato Cavallo – ma anche una programmazione nuova per una diversificazione dell’assetto produttivo dei terreni colpiti, utilizzando varietà resistenti di olivo o anche altre colture come il mandorlo».

Coldiretti Taranto chiede anche un piano agrumicolo regionale, un maggiore controllo del prezzo del latte e un sostegno più adeguato per il comparto zootecnico.

La Regione Puglia cosa può fare? «Non sono un tuttologo - ha concluso l’assessore Pentassuglia - per questo ho bisogno di concertazione e massima collaborazione da parte di tutti. Puntare sulla piastra logistica del porto di Taranto per tornare a essere competitivi sui mercati è un punto di partenza».

Sulle calamità, la Regione ha chiesto 58 milioni di euro di danni, ma è stata destinataria dal fondo nazionale solo di 2,2 milioni di euro per il 2016 e 2017:

«C’è una battaglia da fare, ma ai furbetti di turno va dato nome e cognome per evitare che si arrivi agli stessi disastri del Psr. Sulla xylella abbiamo fatto l’errore di sfiduciare la scienza. Oggi, come per il Covid, servono esami di laboratorio, che è altra cosa rispetto a una verifica visiva degli alberi. Sul prezzo del latte partiranno controlli più serrati, ma serve anche capire come realmente risponde la filiera».