Nonno Nicola compie 89 anni: «Vi racconto come ho sconfitto il Coronavirus»

Cronaca
visibility3021 - giovedì 08 aprile 2021
di La Redazione
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Il personale sanitario dell'ospedale San Pio di Castellaneta e il regalo
Il personale sanitario dell'ospedale San Pio di Castellaneta e il regalo ©

È il 6 gennaio 2021, giorno dell'Epifania e dell'attesissimo arrivo della Befana. Da qualche parte a Massafra, invece, non c'è nulla da festeggiare. 

Nicola D'Eri, nonnino di 89 anni, è da giorni febbricitante: «Non avevo altri sintomi - ha raccontato al nostro giornale -, ma dopo una terapia farmacologica non risolutiva, si è subito materializzato lo spauracchio dell'infezione da Covid-19 e così abbiamo attivato la macchina dei soccorsi, sino all’arrivo a casa del 118».

Nonno Nicola viene portato in ospedale e ricoverato nel reparto di Cardiologia del San Pio di Castellaneta per positività al Coronavirus. Da quella stanza di ospedale, il signor Nicola sarà dimesso solo dopo quaranta lunghi giorni: più di un mese di assistenza continua, amorevolezza e professionalità. 

«Ho indossanto maschere per consentire la respirazione, senza però arrivare a dover essere intubato. Ho superato momenti in cui la malattia stava mettendo a serio rischio i miei polmoni e la mia stessa vita».

Vita che oggi sprizza ancora energia, forte di una candelina in più su cui soffiare: nonno Nicola, infatti, è stato dimesso in tempo per festeggiare il suo 89esimo compleanno in compagnia dei suoi familiari.

Festa doppia, applausi e qualche lacrima, ma il pensiero è sempre per chi lo ha salvato: «Un grande grazie a tutti i medici, gli infermieri e gli OSS che con le loro uniformi senza stellette, la tenacia, la voglia e l’amore verso tutti i pazienti tentano di salvare ogni giorno quante più vite possibili.

Un cuore grande - ha aggiunto nonno Nicola, che in segno di gratitudine ha donato al reparto una pianta ed una lettera scritta di suo pugno - con cui sono sempre vicini a chi è lontano dai propri cari ed attende la buona notizia».

Tutto è bene quel che finisce bene, per dirla alla Shakespeare. Perchè d'ora in poi, ne siamo certi, ogni singolo respiro di nonno Nicola sarà gonfio di ossigeno, gratitudine e immensa gioia.