Grandine nel Tarantino, agricoltura in ginocchio: richiesto stato di calamità

Cronaca
visibility1973 - martedì 14 maggio 2019
di La Redazione
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Non ha risparmiato nulla il maltempo di domenica. La grandine, chicchi grossi come noci, si è abbattuta su vigneti, frutteti, coltivazioni orticole, mettendo a repentaglio la resa delle eccellenze agricole dell’arco ionico.

Preoccupazione condivisa da diversi movimenti e associazioni di settore, come Terrejoniche, Movimento Riscatto e Altragricoltura, che ieri si sono ritrovati a Metaponto per decidere delle azioni da intraprendere a sostegno dei produttori colpiti. “Ancora una volta le aziende sono in ginocchio – scrivono in una nota –, prepariamoci alla mobilitazione perché non sono più possibili ritardi, sottovalutazioni e prese in giro. Sono anni che chiediamo misure straordinarie e un piano organico per gestire e prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici e della mancanza di gestione e tutela del territorio, come dimostra l’incapacità dei consorzi di bonifica ridotti ormai a carrozzoni mangiasoldi”.

Anche Cia Agricoltori Italiani parla di duro colpo all’agricoltura, facendo una precisa analisi dei danni provocati dalle precipitazioni degli ultimi giorni nei territori della Terra delle Gravine e fino alla Valle d’Itria. “I danni sono ingenti nel Tarantino – ha dichiarato Vito Rubino, direttore provinciale della Cia Due Mari –, dove la grandine ha intaccato angurie, vigneti e melograni nell’area di Ginosa e Castellaneta”. A Palagiano e Palagianello, invece, hanno avuto la peggio agrumeti e uliveti, come raccontato dal presidente di Cia Due Mari Pietro De Padova, che insieme al collega della Cia Levante Felice Ardito ha rilevato come la grandine abbia avuto un impatto tanto violento da rendere inutile la protezione dei teli in plastica posti a difesa dei vigneti. “Per ciliege, albicocche, mandorli, alberi da frutto in genere e anche ortaggi – ha aggiunto Ardito –, la grandinata di ieri arriva come l’ennesima “bomba” su una stagione già drammatica per gli agricoltori. I vigneti appaiono come mitragliati, sono state danneggiate anche le colture protette con reti, teli e tunnel”.

Per Confagricoltura Puglia, invece, le istituzioni regionali dovrebbero fare presto con la valutazione ufficiale dei danni. “Le strutture tecniche devono provvedere alle verifiche subito, senza perdere tempo – ha spiegato il presidente regionale Luca Lazzàro, –, abbiamo già avuto esperienza di come un solo giorno di ritardo possa essere devastante ai fini della richiesta dello stato di calamità e del risarcimento dei danni. Siamo in una fase delicatissima, è partita la raccolta delle ciliegie e siamo in piena campagna orticola. Ma sono state gravemente colpite anche le coltivazioni vitivinicole e olivicole”. Una catastrofe per le pregiate produzioni della Murgia sudorientale: a partire dall’ortofrutta fino all’uva, sia da vino che da tavola, i danni sono gravissimi. “A nulla sono servite coperture e tendoni – ha aggiunto Lazzàro –, la grandine ha distrutto tutto. Per questo invitiamo i produttori a effettuare le segnalazioni agli uffici di zona, che nelle prossime ore rimarranno a disposizione”.

Anche Copagri Puglia ha chiesto un’immediata stima dei danni, lanciando l’idea di un tavolo permanente di confronto sugli eventi atmosferici. “Sono ormai seriamente compromesse le produzioni orticole e di frutta, oltre alle coltivazioni vitivinicole e olivicole – ha spiegato il presidente regionale Tommaso Battista, rilevando la particolare situazione dei ciliegeti del sud-est barese –. In questa fase già particolarmente critica per l’agricoltura pugliese non ci si può permettere di perdere altro tempo: alle istituzioni preposte chiediamo di metterci subito al lavoro insieme, alle strutture tecniche di avviare le verifiche nei campi, ai produttori di rivolgersi presso le nostre sedi periferiche per la segnalazione dei danni”.