Ritrovato il corpo senza vita del ragazzo scomparso a Mottola

Cronaca
visibility57534 - mercoledì 21 agosto 2019
di La Redazione
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Il luogo del ritrovamento
Il luogo del ritrovamento © ViviWebTv

Un punto nero in mezzo alla macchia mediterranea. Erano le 12:30 quando due uomini dell'istituto "Blu Vigilanza" di Mottola lo hanno visto comparire, mentre perlustravano un oliveto. Era il corpo senza vita di Domenico Bello, il mottolese di 32 anni di cui si erano perse le tracce dallo scorso 12 agosto.

Il cadavere è stato ritrovato ai piedi di una scarpata, nei pressi di una vasca per il recupero delle acque meteoriche non lontana dalla stazione ferroviaria "Palagiano-Mottola". È stato immediatamente riconosciuto dai parenti, presenti sul luogo del ritrovamento, anche grazie ai vestiti indossati, gli stessi del giorno della scomparsa.

I resti di Domenico Bello, in balia degli insetti, non presentano segni evidenti di ferite o colluttazioni, ma solo l'autopsia a cura dell'istituto di medicina legale di Bari riuscirà a fornire ulteriori chiarimenti sulle cause del decesso. Intanto, nelle immediate vicinanze sono state ritrovate anche le chiavi della sua moto, il cellulare e i suoi occhiali da vista, stretti nel palmo di una mano.

Sul posto i carabinieri, con il comandante provinciale Luca Steffensen che ha coordinato i primi rilievi dell'aliquota scientifica, in cerca di indizi per chiarire la dinamica dell'accaduto. Nel frattempo, sembrerebbe che gli investigatori della compagnia di Massafra siano a un passo dalla svolta nelle indagini, che potrebbero sfatare ogni dubbio sul "giallo" che ha cagionato la morte del 32enne.

Sul "caso" Domenico Bello lavorerà anche la Procura di Taranto, che ha effettuato un sopralluogo con il pm di turno Giorgia Villa.

Stando alle ultime indiscrezioni, infatti, la Procura avrebbe già aperto un fascicolo di indagine, al momento ancora a carico di ignoti ma che potrebbe arricchirsi già nelle prossime ore.

Sul luogo del delitto anche il capo della squadra mobile di Taranto Carlo Pagano e il commissario del XV Reparto Mobile Marco Bruno, per stringersi intorno alla famiglia di Domenico Bello, vittima di un triste destino.