Ambiente "sorvegliato speciale", a Mottola controlli delle guardie ecozoofile

Cronaca
visibility1253 - lunedì 28 ottobre 2019
di Andrea Carbotti
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Le Guardie ecozoofile a Mottola
Le Guardie ecozoofile a Mottola ©

Dopo numerose segnalazioni dei cittadini, il Comune di Mottola ha annunciato una stretta sui controlli ambientali, chiamando a raccolta le guardie ecozoofile di "E.R.A Ambiente".

Domenica mattina, infatti, la città è stata interessata da una serie di interventi, guidati dal presidente provinciale Leonardo Galante: dal controllo dei microchip canini fino allo sversamento dei rifiuti e alle verifiche su situazioni critiche, individuate nell'agro.

Numerose, dunque, le attività di controllo, simbolo di ulteriore impegno ambientale da parte dell’Amministrazione che, oltre a richiedere l'intervento degli uomini della sezione provinciale, ha anche coadiuvato l'intera operazione, inviando sul posto il consigliere delegato alla Polizia Locale Gianfranco Recchia.

Erano in campo due squadre di volontari, con tanto di auto coi colori d'istituto; questi, sono agenti appositamente formati per la tutela del territorio e per la prevenzione dei reati ambientali e degli illeciti amministrativi, con competenze di polizia amministrativa e quindi con facoltà di elevare sanzioni.

Ma non finisce qua, perchè come ha annunciato lo stesso Recchia i controlli continueranno anche nelle settimane successive, con particolare attenzione ai possessori di cani e allo sversamento incontrollato di rifiuti nelle campagne.

Nei piani dell'Amministrazione, che ha dotato il comando di Polizia Locale di alcune fototrappole, da posizionare molto presto sul territorio, c'è una particolare attenzione per la prevenzione degli illeciti ambientali: «Bisognerebbe capire - spiega il consigliere Gianfranco Recchia - che alla base di tutto c'è il rispetto reciproco, il decoro della nostra città dipende da tutti noi.

Non mancheranno le sanzioni - incalza -. Detto ciò, continuate a segnalarci sui nostri canali dedicati le eventuali situazioni di rischio ambientale».

Andrea Carbotti