Operazione Saved Tenants: scacco matto nel quartiere Borgo di Taranto

Cronaca
visibility6660 - venerdì 26 giugno 2020
di La Redazione
Più informazioni su
Gli arrestati
Gli arrestati ©

I carabinieri della sezione operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Taranto, coadiuvati nella fase esecutiva da militari del comando provinciale di Taranto, con il supporto di unità cinofile del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione, nel rione “Borgo” di Taranto a 9 provvedimenti cautelari (8 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Le indagini, avviate nel mese di gennaio 2019 hanno fatto luce su un gruppo criminale operante nel capoluogo ionico, con epicentro nel rione “Borgo”, tra Via Dante e Via Minniti, dedito ad una vasta e perdurante attività di spaccio di sostanze stupefacenti, costituito da soggetti originari e residenti nel capoluogo ionico, tutti con precedenti specifici.

L’indagine conclusa con l’odierna operazione, è stata avviata a seguito di diverse attività di polizia giudiziaria, con contestuali sequestri di droga e ripetute segnalazioni alla Prefettura di giovani assuntori sorpresi in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti, a ridosso delle abitazioni sulle quali si sono successivamente concentrate le investigazioni.

Le attività, declinatasi nell’escussione di numerosi acquirenti di sostanza stupefacente e nella conseguente individuazione della rete di spacciatori, in intercettazioni telefoniche, in complesse e articolate videoriprese occulte nonché in prolungati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno permesso ai militari di documentare le dinamiche criminali del gruppo, focalizzando in particolare l’azione degli indagati ed il grave contesto urbano e sociale nei quali sono state consumate tali condotte.

Le investigazioni hanno in particolare consentito di accertare una continuativa attività di spaccio di sostanze stupefacenti in un isolato del rione Borgo di Taranto, in cui, nonostante i numerosi arresti in flagranza, nel corso del tempo, di singoli spacciatori da parte delle forze dell’ordine, è stato difficile, nell’immediato passato, svolgere mirate indagini antidroga, a causa di una fitta rete di vedette e telecamere utilizzate per sorvegliare la zona; di identificare e segnalare alle autorità competenti una folta schiera di assuntori di sostanze stupefacenti, alcuni dei quali molto giovani; di accertare, nel periodo caratterizzato dall’espletamento delle attività tecniche, circa 100 cessioni di sostanza stupefacente al giorno da parte degli spacciatori con un introito stimato intorno ai tremila/quattromila euro al giorno.

Tutti gli arrestati dimorano stabilmente nell’area compresa tra le vie Capecelatro, Dante e Minniti e, dall’analisi delle dinamiche emerse, si sono mossi con analogo modus operandi, così sintetizzabile:

- a ridosso dei condominii oggetto d’indagine, ubicati in via Dante e via Minniti, si aggiravano alcuni soggetti con il duplice compito di “vedetta”, e di fornire indicazioni agli acquirenti sulle procedure da seguire per l’acquisto dello stupefacente, con veri e propri turni di sorveglianza;

-gli acquirenti una volta avuto un cenno di consenso da parte delle “sentinelle”, accedevano all’interno del condominio, dove attraverso una grata in ferro, gli veniva fornito lo stupefacente;

-in altre circostanze gli acquirenti, una volta entrati negli androni dei condomini oggetto d’indagine, venivano avvicinati da uno spacciatore, il quale, avuto il denaro, andava a prelevare lo stupefacente dall’appartamento utilizzato per la detenzione della droga, coincidente con civili abitazioni, in cui dimoravano anche minori;

-gli indagati badavano bene a non parlare al telefono di droga, utilizzando per le comunicazioni principalmente le chat, che puntualmente venivano cancellate per paura di essere intercettati: “elimina la mia Chatno la cronologia… elimina proprio la chat”;

-dalle conversazioni telefoniche, nonostante l’utilizzo di un linguaggio non convenzionale, per sviare eventuali intercettazioni, erano palesi i riferimenti agli acquisti di droga: “per fare la spesa mi hai lasciato 1.300 euro… le hai tolte dal debito?... rimangono 2.350… devo pagare la bolletta”.

La ricostruzione dei fatti ha consentito inoltre di appurare che, seguendo sempre un identico modus operandi, la quasi totalità degli indagati ha messo a segno un numero esorbitante di cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina ed hashish, utilizzando quale punto di distribuzione della droga le proprie abitazioni di Via Dante e Via Minniti, avvicendandosi in modo continuativo per assicurare all’utenza l’approvvigionamento anche notturno.

L’attività investigativa ha posto in luce il ruolo predominante delle coppie di coniugi NOCITO-PIGNATELLI e GRECO-TOLISANO, che oltre ad essere direttamente implicate nella materiale esecuzione di transazioni aventi ad oggetto la sostanza stupefacente, hanno avuto la piena consapevolezza ed il controllo delle azioni delittuose, predisponendo il controllo della strada attraverso delle “vedette”, capaci di instradare gli avventori e nel contempo assicurare che non vi fossero nelle vicinanze appartenenti alle forze dell’ordine.

Durante le attività d’indagine numerose sono state le segnalazioni alla Prefettura di acquirenti sorpresi dopo aver acquistato sostanza stupefacente dagli indagati.

Va segnalato infine che proprio il NOCITO Mirko e la di lui compagna PIGNATELLI Marianna, già implicati nell’operazione denominata “CIVICO 18” (Proc. Pen. 8243/17 R.G.N.R.), sfociata nell’esecuzione di 20 misure restrittive su altrettanti soggetti (P.P. n. 4146/18 R.G. GIP), in spregio al provvedimento restrittivo già eseguito il 20.07.2018 a loro carico, ed incuranti delle disposizioni impartite dalla A.G., una volta tornati a piede libero, ed affinato le proprie tecniche delinquenziali, hanno ripreso la loro illecita attività di spaccio, presso la propria abitazione di Via Dante n. 66.

L’attività è stata convenzionalmente denominata “SAVED TENANTS” in relazione al fatto che i condomini di Via Dante e Via Minniti ove si consumava l’incessante spaccio di droga, sono abitati da diversi nuclei familiari, i quali, con ogni probabilità, pur non denunciando quanto si stesse verificando per paura di ritorsioni, auspicavano un intervento da parte delle forze dell’ordine, al fine di “liberarsi” dalla oppressiva presenza criminale degli spacciatori.

In sintesi, nell’ambito del procedimento, in cui sono indagate complessivamente 9 persone, il G.I.P. di Taranto ha emesso O.C.C. per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e continuato (art. 73 D.P.R. 309/1990 ed art. 81-110) disponendo la custodia cautelare in carcere a carico di 8 soggetti e di 1 agli arresti domiciliari, come meglio specificato nell’allegato elenco. Gli arrestati in carcere sono stati tradotti alla casa circondariale di Taranto.