A Taranto un flash mob dei precari della scuola

Cronaca
visibility299 - giovedì 15 ottobre 2020
di La Redazione
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Il flash mob
Il flash mob ©

Ieri pomeriggio i docenti precari della scuola si sono ritrovati davanti alla Prefettura con presidi e flash mob con l'obiettivo di manifestare contro la decisione del Governo di avviare, in un contesto di emergenza sanitaria, lo svolgimento delle prove del concorso straordinario e, a seguire, di un maxi concorso con oltre 500mila candidati.

«Ieri siamo scesi nuovamente in strada insieme alle sigle sindacali, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams, perché siamo pienamente convinti che questi concorsi non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni

Commenta così, in una nota inviata alla stampa, l'esponente CNPS (comitato nazionale precari della scuola) Feliciana Caramia.

«Così facendo - ha continuato - esporranno la scuola e il personale coinvolto, ad un possibile aumento di contagi. Non solo. Altra beffa è il fatto che chi si troverà in situazione di contagio o quarantena sarà escluso dalla partecipazione al concorso senza possibilità di recupero”. “Ormai da mesi viviamo una condizione di assenza generale di disponibilità al confronto da parte del Ministero rispetto alle parti sociali, - commentano i sindacati - con il risultato che sul fronte delle assunzioni si è registrato un vero fallimento delle misure annunciate (circa 24 mila posti assegnati a fronte degli 84 mila previsti) e per quanto riguarda le supplenze continuano i disagi determinati dai ritardi e dagli errori nelle graduatorie”.

La ministra aveva assicurato infatti il pieno svolgimento delle lezioni con le cattedre assegnate già dal primo giorno di scuola. “siamo al 15 di ottobre e mancano ancora moltissime cattedre, le scuole sono costrette a fare orario ridotto e centinaia di precari sono ancora in attesa di ottenere un contratto.

Oggi il lavoro nelle scuole poggia anche sul 30% di organico occupato da lavoratrici e lavoratori precari che operano con professionalità e serietà, rispetto ai quali si è abusato del ricorso al contratto a termine senza mai offrire loro alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione»

I precari chiedono: la stabilizzazione dei docenti con almeno tre anni di servizio, tramite la prova orale e la valutazione dei titoli; la stabilizzazione sul sostegno tramite una prova orale dei docenti specializzati; avvio dei percorsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con i tre anni di servizio.