Mottola piange Pino Tartarelli, il sottufficiale gentiluomo

Cronaca
visibility6725 - mercoledì 16 dicembre 2020
di Andrea Carbotti
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Pino Tartarelli
Pino Tartarelli ©

Un male incurabile ha portato via anche Pino Tartarelli, sostituto commissario di polizia in pensione, per un decennio anche assessore alle Politiche Sociali del Comune di Mottola, una città che gli deve molto sotto diversi aspetti.

Aveva 69 anni e si era arruolato nella pubblica sicurezza, questo il nome della polizia prima della riforma del 1981, appena maggiorenne, nel 1970, quando giocava come libero nella squadra del paese, indossando anche la fascia da capitano.

Il suo primo incarico da brigadiere, grado conquistato pochi anni dopo, nel reparto celere di Bari, prima del trasferimento a Taranto, dove è rimasto fino al 2011, anno in cui si è congedato con il grado di sostituto commissario.

A quei tempi la caserma D'Oria, sede del reparto mobile di Taranto, ospitava anche la scuola allievi agenti ausiliari, dove Pino Tartarelli ha insegnato a centinaia di futuri poliziotti, alcuni dei quali solo di passaggio, i segreti del mestiere e l'amore per l'uniforme.

Sempre in divisa blu, Tartarelli era una scuola, un'istituzione. La disciplina, il senso di appartenenza e il coraggio non erano materie di studio, ma doveva farle entrare nel cuore e nella testa di molti ragazzi. E a giudicare dai risultati, ci è riuscito a pieni voti.

Ha sposato Gianna e ha avuto tre figli e quattro nipoti, per i quali è stato una guida e ai quali ha dato sempre tutto, pur non essendo un gran parlatore.

Diceva la sua anche in politica senza mai alzare la voce, e quando parlava lui anche l'opposizione lo stava ad ascoltare, sapendo che parlava solo quando aveva qualcosa da dire.

Tartarelli è stato un uomo di rara signorilità: un dono, un'educazione, una vocazione forse. Ora che è morto in quel brutto modo (ma ci sono bei modi di morire?), sentiamo un dolore vivo e forte, come un parente, e pensiamo che la vita è cattiva, ingiusta la sorte, tutte cose vecchie che sapevamo già da un pezzo.

Ci rendiamo conto che può sembrare la descrizione di un santo, invece era un uomo vero e proprio questa umanità così gentile era il suo punto di forza.

I funerali si terranno domani, giovedì 17 dicembre, alle 16 nella chiesa madre di Mottola. Lui per un amico avrebbe abbassato la testa e avrebbe pianto. E solo questo per lui possiamo fare, ed è poco, nulla per un amico così.

Andrea Carbotti