Mi ritorni in mente: le vacanze a Chiatona di Lucio Battisti

Cultura
visibility14032 - martedì 23 giugno 2020
di Andrea Carbotti
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Il murale dedicato a Lucio Battisti
Il murale dedicato a Lucio Battisti © Chiatona

La marina di Chiatona appare splendida anche quando il cielo è solcato da qualche nuvola. Spiaggia morbida, lidi multicolore e quella forma tipica che sembra, per chi guarda dal mare, come il corpo di una ninfa distesa al sole.

Immota e protetta, la vacanza di Lucio Battisti, per cui la felicità sta nel godere della propria solitudine, mira a procedere senza scosse: la villeggiatura ovattata e ritrosa che si ripete identica a sé stessa per tutti gli anni.

Nel lido di Chiatona, appena qualche chilometro di dune avvolte dal verde, il cantautore romano che ha da poco conosciuto la futura moglie Grazia Letizia, è arrivato per le ferie di agosto e ha programmato giornate di sole, bagni al mare e aria fresca, possibilmente nel suo isolamento ostinato.

Siamo nel 1969 e anche a Chiatona dilaga il sentimento epico, pionieristico di quelle estati in cui comincia a esistere l'estate e si fa allegramente a gomitate, a sportellate, per un posto al sole. E la spiaggia comincia a popolarsi sempre più di bagnanti: non sono molti, ma sono tutti per Lucio Battisti.

Per questo e per altri motivi, il cantautore tornerà per un'altra volta: due estati che rimarranno nella memoria, specie dopo il graffito che il Comune di Palagiano ha commissionato all'artista Carlitops, al secolo Carlo Casamassima, al sottopasso di Chiatona.

Questa insomma è la storia, finora mai raccontata, delle vacanze pugliesi di Battisti, un mosaico scompaginato, un lungo salto indietro tra storia e leggenda, di cui abbiamo cercato di ricomporre i tasselli per intero, cioè da quando un ospite con la sua ragazza, la sua chitarra, il foulard e i capelli ricci affitta un appartamento di via Vespucci.

Arrivato a destinazione fa jogging, suona la chitarra in veranda, poi scende in spiaggia e così fino a sera, lontano da giornalisti, fotografi e telecamere. Fino a quando qualcuno non lo riconosce: sono dei ragazzi di Palagiano col pallino della musica, che tra tuffi e nuotate, panini e birra, vedono palesarsi il loro idolo.

Da quel momento, i bagnanti saranno più emozionati durante le passeggiate lungo la battigia, in attesa del loro beniamino, che suona in disparte, presagio della sua smaterializzazione, e di rado firma autografi e scatta foto coi bimbi in braccio; poi mangia pasta al forno e carne alla pizzaiola circondato dai fans, sorride a tutti.

In alcune ville, dietro altissime siepi da cui giunge il fruscio degli annaffiatoi automatici, sotto gazebo antiquati e pini a ombrello, Battisti si offre come cantante per qualche serata di intrattenimento, veri e propri concerti improvvisati. Qualche ragazzina, sotto gli occhi di Grazia Letizia, gli chiede di ballare il twist o il cha-cha-cha, ma lui rifiuta per civetteria.

La tradizione riferisce che Battisti si sia lasciato ispirare da Chiatona per il capolavoro "Acqua azzurra, acqua chiara" uscito a marzo dello stesso anno. Verità o leggenda? Non lo sapremo mai. Resta il fatto che adesso il sole è un po' ovunque, volendo anche in città e l'acqua di Chiatona, vittima dell'esodo di agosto, un po' meno azzurra.

Eppure qui non ci siamo scordati di lui, delle sue vacanze e delle sue normali abitudini: una pagina di storia del nostro territorio che ci ritorna in mente con le vacanze e con le sue canzoni scritte sui muri.

Andrea Carbotti