Ginosa: pronti a ripartire i lavori in via Matrice

Politica
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di La Redazione
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Veduta aerea di via Matrice
Veduta aerea di via Matrice © Web

Il comune di Ginosa si avvia a chiudere la progettazione definitiva di via Matrice, che però necessita di ulteriori indagini geotecniche in specifici punti del cantiere, così come richiesto da Soprintendenza e Autorità di Bacino.

Ciò, al fine di ottenere tutti gli strumenti e i dati necessari affinché tutti gli enti coinvolti possano esprimersi in giudizio e si possa dare il via al nuovo cantiere. L’Ufficio Tecnico del Comune di Ginosa sta provvedendo all'affidamento delle indagini.

CNR - IRPI (Consiglio Nazionale Ricerche - Istituto Ricerca Protezione Idrogeologica) redassero una dettagliata relazione post crollo, a cui seguirono precise richieste nei confronti dell’Ente.

Queste sono state soddisfatte attraverso la chiusura della fase di rimozione delle macerie, affidamento della progettazione del consolidamento, messa in sicurezza e ripristino della viabilità ciclo-pedonale, indagini e l’istituzione di un Nucleo di Coordinamento Tecnico.

Proprio a tal proposito, prosegue la supervisione di quest’organo, nonchè l’aggiornamento del catasto grotte ad opera di un team di speleologi e dell’Università di Bari attivi sul campo.

«In merito ad altre azioni richieste dal CNR - ha spiegato l’Assessore al Centro Storico Emiliana Bitetti - bisogna sottolineare che da quest’anno abbiamo previsto in bilancio capitoli specifici per il centro storico, come pulizia speciale degli ipogei, impermeabilizzazione delle strade, somme per effettuare opere di esecuzione in danno per interventi urgenti e nevralgici alla messa in sicurezza di spazi pubblici, somme dedicate a perizie geotecniche necessarie per una modifica dell'ordinanza e somme dedicate alla messa in sicurezza.

Il fatto che la maggior parte del patrimonio immobiliare oggetto di verifica sia privato, porta inevitabilmente a una dilatazione del cronoprogramma: non tutti, tra residenti e proprietari (alcuni dei quali non residenti a Ginosa) hanno provveduto ad adempiere alle prescrizioni e alle richieste del Nucleo. Il Comune non può sostituirsi ai soggetti interessati senza titolo autorizzativo.

Le improbabili “autocertificazioni della domenica’’ che riportano “l'immobile è integro” non possono essere ritenute attendibili. Per la dichiarazione di agibilità degli immobili, non è sufficiente dire che le cavità non compromettono l'agibilità dell’intero immobile. Anche se esso non dovesse avere alcun tipo di problema statico, la dichiarazione di agibilità verrebbe negata nel momento in cui non si hanno dati specifici sullo stato delle fondazioni.

Paghiamo la trascuratezza di 30 anni di cattiva gestione del patrimonio pubblico-privato. Basti pensare che a 24 km di distanza avevamo Matera che si avviava al recupero dei sassi, mentre qui si pensava che il centro storico fosse un ammasso di pietre.

La vicina capitale della Cultura ha creduto in una politica del recupero con azioni forti e una legge nazionale in grado di gestire un patrimonio così ampio.

I cittadini devono sapere che il Comune di Ginosa dispone già di un “Piano di Recupero’’ del Centro Storico datato 2006, adottato formalmente dall’Ente, ma mai entrato in vigore in assenza dell'approvazione della Regione Puglia.

Malgrado ciò, esso risulta assolutamente inappropriato rispetto allo scenario morfologico, paesaggistico e vincolistico del momento.

Per questo motivo, seguiremo le linee guida di questo piano, che punteranno a mettere a sistema il lavoro svolto finora con il rischio idrogeologico, il sistema degli ipogei, il consolidamento ed il recupero dei fabbricati attraverso un codice che ne determina gli interventi consentiti in base alle tipologie architettoniche, i materiali da utilizzare, i rivestimenti, i colori e tutto ciò che caratterizza un piano di recupero. Si procederà per lotti e stralci attuativi di piano per cercare di essere più operativi.

Inoltre, per incentivare il restauro e il recupero, ci apprestiamo a varare delle misure di detrazione fiscale per un numero predefinito di anni a beneficio di chi decida di investire nel centro storico.

Ciò, sia per attività commerciali, che per il restauro residenziale, all’interno di un’area che si estende dal Municipio sino a Piazza Orologio e oltre».

«Il consigliere di minoranza Paolo Costantino - ha aggiunto il Sindaco Vito Parisi - ha dichiarato che se Ginosa fosse stata amministrata dal PD, l’ordinanza di chiusura sarebbe stata revocata, in modo da far rivivere l’intero centro storico. E’ doveroso ricordargli il peso che ha la perimetrazione della zona rossa, soggetta a obblighi di sgombero.

Il comune di Ginosa ha la responsabilità di tutelare l'incolumità delle persone e non ci possiamo permettere azioni d’impeto legate a un consenso elettorale o, magari, a interessi personali. Stiamo parlando di rischi idrogeologici e della connessa salvaguardia del cittadino. Ipotesi e fantasie come quelle da lui esposte, ossia di riaprire e rendere fruibili zone interdette sulla base di mirate indagini, sono inaccettabili.

Gli studi commissionati, il lavoro che si sta facendo e le comunicazioni inviate ai privati, servono ad avere degli elementi di novità per riperimetrare l’area. Per noi è di interesse primario ripristinare la viabilità del centro storico, ma quando per anni non è stato fatto nulla, è necessario recuperare quanto prima il tempo perduto».