Cardillo e Zaccaro, addio a PD e Forza Italia. Le ragioni di una scelta

Politica
visibility4562 - giovedì 16 maggio 2019
di Luigi Serio
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Da sinistra: Ida Cardillo e Giancarla Zaccaro
Da sinistra: Ida Cardillo e Giancarla Zaccaro © Luigi Serio

Ida Cardillo lascia il PD e lo comunica nel corso dell'ultima assise comunale.

Il consigliere comunale saluta i Dem e passa nella lista "Ida Cardillo Sindaco". Operazione simile per Giancarla Zaccaro, che da Forza Italia passa a "Conservatori e Riformisti", attualmente il partito più rappresentativo della minoranza.

«Non c’è solo un motivo - spiega Cardillo - ma tutta una serie di ragioni che oggi mi portano a lasciare il Partito Democratico, specifico, di Massafra. Scelta non facile lo ammetto, ma certamente ragionata. Intanto già a gennaio non avevo rinnovato il tesseramento ed ero uscita dal coordinamento cittadino del partito.

Troppo tardi perché l’errore era stato fatto a monte: la mia candidatura sosteneva l’idea di una rappresentante della società civile a guidare una coalizione dove vi era anche il PD, e tale doveva rimanere. Per correttezza verso gli iscritti e i colleghi del sindacato che rappresento sul territorio e con i quali più volte ho vissuto l’imbarazzo del doppio incarico. Preciso che non ricorrono impedimenti normativi o incompatibilità statutarie, ma solo vincoli morali. Ma anche per correttezza verso la base del circolo massafrese che ha, da sempre, mal digerito la mia appartenenza sindacale (molti sono iscritti e militanti Cigl e Cisl) e che, immagino, abbia avuto difficoltà a riconoscere come esponente di suo riferimento, una persona con un passato parentale di centrodestra.

Ammettiamolo, è la fine di un’ipocrisia: negli ultimi tempi ho espletato il mio mandato, da capogruppo PD, senza il supporto e i suggerimenti del partito, con la possibilità che non condividessero le istanze da me presentate. E, oltretutto, il partito si è relazionato in passato e cerca ancora contatti con questa amministrazione senza coinvolgermi.

Per dovere e riconoscenza devo ringraziare esclusivamente Angelo Notaristefano che, per spirito di appartenenza, mi ha sostenuto nell'attività politica e con il quale abbiamo ottenuto significativi risultati. Uno per tutti la rettifica del regolamento edilizio dell’ultimo consiglio comunale.

Ricorrendo a una metafora, con il PD è stata "una fuitina con matrimonio riparatore finito con una separazione consensuale!" Non vedo nessun futuro in questo partito, dove la confusione nei territori regna ancora sovrana, dove non c’è un programma per recuperare l’immagine, la coesione interna e l’elettorato e dove la priorità, per molti, è salvaguardare le proprie posizioni. Non escludo che in futuro la fiamma possa riaccendersi, ma l’amore, si sa, va meritato!

Il mio impegno continua, dentro e fuori l’istituzione, senza rinnegare il mandato elettorale e di programma, rimanendo disponibile a tutti gli input che possano provenire dal partito e confermando la mia visione progressista, laica e riformista della politica. Spero che da questo momento in poi emerga più l’impegno e l’attività politica di Ida Cardillo, libera e incondizionata, con buona pace per l’appartenenze. Siamo chiamati a fare l’interesse della città e non a gratificare l’ego di Leadership e consorterie.»

Quali, invece, le ragioni che hanno spinto Giancarla Zaccaro ad abbandonare Forza Italia? «All'indomani delle Elezioni Politiche del 2018 - spiega Zaccaro ai nostri microfoni - precisamente lo scorso ottobre, i vertici nazionali del partito hanno ritenuto strategico avviare un rinnovamento dei vertici regionali, una rigenerazione che ha interessato anche la Puglia, con l’avvicendamento tra Luigi Vitali e Mauro D’Attis, con la speranza di avviare una nuova fase propulsiva per il partito, attraverso la celebrazione di nuovi congressi provinciali e cittadini che esaltassero la democrazia e la meritocrazia del movimento politico forzista, ingredienti indispensabili per il rilancio dell’azione politica azzurra. Di tutto questo nulla. Nessun confronto, nessun incontro, nessuna comunicazione.

Lo scorso febbraio qualcosa si è mosso ed attraverso i quotidiani, i media e i social si apprende che il coordinamento regionale nomina il nuovo coordinatore provinciale, Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia, del nostro territorio.

Il 21 marzo scorso, dopo ulteriori settimane di silenzio, sempre attraverso i mezzi di comunicazione si apprende che la nuova coordinatrice provinciale di Taranto, di Forza Italia, ha nominato il nuovo coordinatore cittadino di Forza Italia per Massafra, nella persona del concittadino Vincenzo Bommino.

Una nomina che stride con il confronto, la meritocrazia e la democrazia, peculiarità che Forza Italia imposta per il rinnovamento del movimento. Una nomina maturata nelle segrete stanze del coordinamento provinciale che in sostanza ha bypassato tutto coordinamento cittadino uscente, composto in primis da consiglieri comunali eletti e militanti che con spirito di sacrificio ed abnegazione nel 2016 riuscirono a confermare Forza Italia quale prima forza politica cittadina.

Come commissario cittadino uscente e come consigliere comunale eletta alle passate amministrative con oltre 600 preferenze (la più suffragata fra le quote rosa, la terza più suffragata in assoluto), ringrazio Forza Italia per l'esperienza che mi ha permesso di fare in questi anni, purtroppo non è possibile continuare la militanza in questo modo.

Sono profondamente delusa e disgustata per l'emarginazione in atto, in particolare nei confronti del movimento cittadino a Massafra, forse l’attuale dirigenza considera la mia persona e l’attuale dirigenza locale poco gradita, considerando l’assenza assoluta di incontri e comunicazione. Pertanto, la decisione di lasciare Forza Italia, è il minimo che si possa fare.

Abbandono Forza Italia lasciando spazio ad altri, evitando di essere di intralcio, perché qualora fossi stata considerata utile, un confronto e un percorso insieme si sarebbe potuto trovare, invece il silenzio di queste settimane è la conferma che forse sono scomoda. Francamente, non vedo altra interpretazione ovvero Forza Italia può fare a meno di me ed io faccio meno di Forza Italia.

Il percorso politico ed il mio impegno continuerà nel centro destra con le persone, le idee e i programmi che meritano il mio impegno e quello dell’elettorato che rappresento».

Il consiglio comunale risulta, quindi, attualmente così composto: Maurizio Baccaro, Savino Lattanzio per "Ambiente Progresso"; Giuseppe Lippolis, Nicola Zanframundo, Domenico Putignano per "Centristi per l'Europa"; Antonio Ciaurro per "IDeA Identità e Azione"; Rosa Termite indipendente; Michele Bramante, Graziana Castellano, Clementina Losavio, Vito Masi, Luigi Pistoia per "Strada Maggiore", Antonio D'Errico con "Quarto Sindaco"; Nino Castiglia, Sabrina Doga per "Massafra Futura"; Vita Massaro per "Forza Italia"; Raffaele Gentile con "Massafra Cambia"; Antonio Viesti, Maria Scarano, Giancarla Zaccaro per "Conservatori e Riformisti"; Giuseppe Maggiore per "Fratelli d'Italia", Antonio Tramonte per "Lega - Salvini Premier"; Ida Cardillo per "Ida Cardillo Sindaco".