Italia Viva di Massafra su ArcelorMittal: "Non si scherza con il lavoro delle persone"

Politica
visibility628 - giovedì 07 novembre 2019
di Luigi Serio
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Il circolo di Italia Viva di Massafra, nato all’indomani della Leopolda, ha deciso di lanciare un messaggio con un manifesto affisso per le vie della nostra città.

«L’obiettivo è spronare e tenere alta l'attenzione sulla vicenda ex-Ilva che riguarda e tocca anche Massafra». Esordiscono così, in una nota, i rappresentanti del circolo di Italia Viva di Massafra.

"Quello dell’immunità – recita il manifesto - è un alibi che va tolto dal tavolo subito. Tutti, governo e proprietà, devono mantenere gli impegni, i cittadini di Taranto lo hanno fatto, i lavoratori dell’Ilva lo hanno fatto. Non si scherza con il lavoro delle persone".

«Queste sono le parole di Matteo Renzi - commentano i rappresentati locali del neonato partito - che da subito insieme al gruppo parlamentare si è impegnato per risolvere la questione.

Noi di Italia Viva di Massafra chiediamo ad Arcelor Mittal di recedere dai propositi annunciati, come chiediamo al presidente Conte e al ministro Patuanelli un’azione immediata che troverà in Italia Viva totale sostegno perché non accada l’irreparabile e si possa riaprire un tavolo per il bene del territorio ionico.

Bisogna trovare un punto di equilibrio tra il governo e gli investitori, per Italia Viva l’equilibrio non può prescindere dall’ambientalizzazione di Taranto, dall’attuazione del Piano ambientale e del piano industriale incluso il centro ricerche a Taranto , dal rilancio di Ilva come nell’accordo sottoscritto nel settembre 2018 al Mise, dall’impedire che Taranto e la sua provincia divengano il più grande cimitero industriale europeo. L'Ilva non può diventare una nuova Bagnoli».

La nota chiude con una nota del ministro per le Politiche Agricole Teresa Bellanova: "Bisogna recuperare razionalità e senso di responsabilità. Qui si gioca sulla vita non solo della filiera produttiva dell'acciaio, fondamentale per il nostro Paese, ma di 20 mila persone fra diretti e indotto e centinaia di piccole imprese".