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Agricoltura e tumori, riconosciuta rendita Inail a una bracciante di Palagiano

Lavoro in campagna Lavoro in campagna © ViVi

Il tribunale di Taranto ha riconosciuto il diritto alla rendita Inail per una lavoratrice agricola di Palagiano affetta da linfoma non-Hodgkin e patologie osteoarticolari.

La sentenza, emessa dalla sezione lavoro e presieduta dal giudice Cosimo Magazzino, stabilisce un nesso causale tra l'insorgenza della neoplasia del sistema linfatico e l'attività professionale svolta per anni nel confezionamento di prodotti ortofrutticoli.

La decisione del magistrato accoglie l'impianto dei legali della donna, evidenziando come l'esposizione a sostanze tossiche non sia un rischio circoscritto esclusivamente ai grandi poli industriali, ma una realtà presente anche nel comparto primario.

La beneficiaria del provvedimento ha operato per lungo tempo presso diverse aziende del settore, occupandosi dell'imballaggio di frutta e verdura su nastri trasportatori. Durante queste operazioni, la lavoratrice utilizzava pellicole plastiche saldate a caldo che generavano fumi carichi di agenti chimici in ambienti chiusi e privi di adeguati sistemi di ricambio dell'aria. Secondo quanto sostenuto dagli avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone, che hanno assistito la donna in giudizio, «si trattava di un’attività che comportava la necessità di compiere movimenti ripetitivi con le mani e utilizzando una pellicola di materiale plastico che veniva saldata a caldo, con produzione di fumi contenenti sostanze chimiche nocive e cancerogene».

L'esito del procedimento giudiziario pone l'accento sulla salubrità degli ambienti di lavoro nelle filiere agricole, spesso trascurata rispetto alla macro-industria pesante. La sentenza sottolinea che le occasioni di contrarre malattie tumorali nelle campagne possono essere molteplici, dall'inalazione di pesticidi alla presenza di amianto abbandonato, fino ai fumi di lavorazione come nel caso specifico della bracciante di Palagiano. I dati recenti diffusi dall'Inail confermano d'altronde un trend preoccupante, con un aumento del 22% delle denunce per malattie professionali in agricoltura registrato nel 2024 rispetto all'anno precedente.

Gran parte di queste segnalazioni proviene dalle regioni del Mezzogiorno, dove l'incidenza delle patologie legate al lavoro nei campi appare in costante crescita. Gli esperti evidenziano che il fenomeno interessa in misura prevalente lavoratori nati in Italia, scardinando in parte l'associazione mentale che lega le malattie professionali esclusivamente ai contesti di fabbrica. La pronuncia del tribunale ionico rappresenta dunque un precedente significativo per la tutela della salute nel settore ortofrutticolo, dove la ripetitività dei gesti e l'esposizione a esalazioni tossiche possono compromettere in modo sostanziale l'integrità fisica dei lavoratori.

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