Lino Guanciale a Castellaneta
«Inseguite liberamente i vostri sogni per capire dove andare e una volta compresa la direzione impegnatevi, studiate per migliorare sempre più».
Questa è la lezione di vita che l’attore Lino Guanciale, intervenuto ieri sera a Castellaneta come ospite d’onore della serata conclusiva della quarta edizione dell’Aracnea Film e Book Festival, ha rivolto ai numerosi studenti del liceo "Quinto Orazio Flacco".
Ma per tutti, un pubblico affollato ed entusiasta, in un lungo talk show condotto da Antonio Dellisanti con la partecipazione dei direttori artistici Pietro Manigrasso e Domenico Palattella, l’attore si è raccontato svelando le difficoltà delle scelte iniziali e non ultimi i contrasti di pensiero all’interno del gruppo familiare. Poi l’accettazione alla scuola di recitazione “Silvio D’Amico” che ha segnato la svolta in una direzione, successivamente coltivata con impegno, studio e anche sacrificio.
È emerso, anche fuori dei personaggi che interpreta e che ricordiamo bene, il ritratto di un uomo risoluto, concreto, dalle idee chiare, ma anche impegnato socialmente come testimonial per l'UNHCR Italia dal 2017. Sostiene cioè attivamente i rifugiati con missioni in Libano ed Etiopia, promuovendo campagne invernali e la Giornata mondiale del rifugiato.
Nell’occasione, l’attore è stato insignito del “Premio speciale Aracnea centenario Rudy Valentino Eccellenza Artistica”, in memoria del grande cittadino castellanetano che diventò un’icona del cinematografo internazionale.
Ai numerosi e prestigiosi premi conseguiti da Guanciale per le sue interpretazioni si aggiunge dunque il riconoscimento valentiniano in nome di una sintonia comportamentale che rappresenta il fil rouge che li lega. La necessità cioè di voler diventare qualcuno, quel volano dell’affermazione attoriale e sociale paragonabile allo spirito di avventura che portò il nostro Rodolfo all’affermazione americana.
Un’ultima perentoria raccomandazione dell’attore ai ragazzi è stata quella di leggere molto, leggere sempre, perché la lettura consente una personale ed educativa interpretazione, altrimenti mediata da altri.
E alla fine ha regalato un saggio di recitazione, leggendo con profonda condivisione una pagina di uno dei pochi scritti autografi di Rodolfo Valentino, "Il Mio Diario Privato", dove, nell’incipit, Valentino svela tutta la sua emozione per un viaggio che sta per iniziare e che lo porterà a rivedere le sue radici.
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