La firma della convenzione nel 2024
All'indomani della diffusione del video promozionale con cui il sindaco Giancarla Zaccaro e l'assessore Antonio Cerbino hanno celebrato il restyling da 4 milioni di euro del Palazzetto dello Sport "Giovanni Paolo II" e dello Stadio Italia (finanziati tramite le risorse dei Giochi del Mediterraneo 2026), si registra la dura presa di posizione di Domenico Putignano, capogruppo della Democrazia Cristiana con Rotondi ed ex assessore ai Lavori Pubblici della giunta guidata da Fabrizio Quarto.
Putignano rivendica il lavoro svolto dalla precedente amministrazione, ricordando che la convenzione per il completamento dello Stadio Italia (2.150.000 euro) e la ristrutturazione del Palazzetto (2.000.000 euro) fu sottoscritta ufficialmente con il commissario straordinario Massimo Ferrarese il 17 settembre 2024, per un totale complessivo di 4.150.000 euro.
L'esponente d'opposizione accusa la Giunta in carica di aver "ereditato finanziamenti già ottenuti" e di averne cancellato la genesi politica negli spot propagandistici. La nota solleva inoltre perplessità sulle reali condizioni attuali del Palazzetto e richiama l'attenzione sulla perdita del titolo sportivo del Soccer Massafra 1963, confluito nell'estate 2026 nella Real Virtus Grottaglie.
La nota stampa integrale:
C’è un limite anche alla comunicazione: quello dei fatti.
Ho guardato il video pubblicato dall’Amministrazione sui finanziamenti destinati agli impianti sportivi di Massafra. Si parla di oltre 4 milioni di euro, si raccontano gli interventi sul Palazzetto dello Sport e sullo Stadio Italia, si ringraziano il Commissario Massimo Ferrarese, il Comitato dei Giochi del Mediterraneo, i tecnici e gli uffici comunali.
Tutti.
Tranne chi quei finanziamenti li ha intercettati, seguiti e ottenuti.
E allora, visto che la memoria sembra essere diventata selettiva, ricordiamo semplicemente i fatti.
Il 17 settembre 2024, durante la precedente Amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Quarto, veniva sottoscritta con il Commissario Massimo Ferrarese la convenzione per il completamento dello Stadio Italia.
Quel giorno il Comune di Massafra comunicava ufficialmente che erano già stati finanziati:
– 2 milioni di euro per la ristrutturazione del Palazzetto dello Sport “Giovanni Paolo II”;
– 2 milioni e 150 mila euro per lo Stadio Italia, comprese le tribune, le torri faro e il rifacimento del Campo B.Totale: 4 milioni e 150 mila euro.
Non è una nostra ricostruzione.
Non è propaganda.
È scritto negli atti e nei comunicati ufficiali del Comune di Massafra.Io stesso, da Assessore ai Lavori Pubblici della precedente Amministrazione, ho seguito quel percorso insieme al sindaco, agli amministratori e agli uffici. La fotografia con il Commissario Ferrarese che pubblico oggi appartiene proprio a quella stagione di lavoro.
L’attuale Amministrazione ha ereditato finanziamenti già ottenuti e interventi già programmati, occupandosi successivamente della loro fase realizzativa. È corretto raccontare quello che si sta facendo oggi. Non è altrettanto corretto raccontarlo cancellando tutto ciò che è accaduto prima.
E mentre si producono video celebrativi, credo sarebbe altrettanto opportuno spiegare ai cittadini lo stato effettivo delle strutture che vengono mostrate. Basta osservare con attenzione le stesse immagini del Palazzetto per capire che ci sono aspetti sui quali sarebbe utile fornire chiarimenti.
Così come qualche riflessione meriterebbe quello che è accaduto al calcio massafrese: nell’estate 2026 il titolo sportivo del Soccer Massafra 1963 è confluito, attraverso una fusione, nel progetto della Real Virtus Grottaglie. Oggi quella squadra gioca a Grottaglie.
Anche questo è sport a Massafra. E anche di questo bisognerebbe parlare.
Non ho alcuna intenzione di partecipare ad una gara di video, slogan o rappresentazioni.
Continuerò invece a fare quello che credo debba fare chi ricopre un ruolo pubblico: ricordare i fatti, mostrare gli atti e rispettare il lavoro svolto da tutti.
Perché si può scegliere cosa raccontare in un video.
Ma non si possono cambiare le date.
Non si possono cambiare gli atti.
E soprattutto non si può riscrivere la storia amministrativa della nostra città.
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