L’interno della Cattedrale di Castellaneta
© Vivi
Domani, domenica 11 gennaio alle 18:30, con una santa messa presieduta da monsignor Sabino Iannuzzi sarà ricordata la consacrazione della cattedrale di Castellaneta e dell'intera diocesi.
Bella, come la definì, nel 1975, monsignor Giuseppe Buttiglione, stimato compianto ecclesiastico ma anche dotto esperto di storia locale (e ora titolare di una via cittadina) quando, scrisse la prima monografia esistente sulla Cattedrale di Castellaneta, con riferimento non solo al monumento architettonico e alle espressioni d’arte in esso contenute ma soprattutto a quel sentimento di continuità spirituale che si perpetua all’interno di una comunità sociale.
Intitolata a santa Maria Assunta, e prima a san Nicola, costituisce una delle più significative testimonianze della storia, dell’arte e della spiritualità cittadina.
Poco si conosce della chiesa primitiva che fu necessario edificare con l’istituzione della sede vescovile negli ultimi decenni dell’anno mille con la grande riorganizzazione dell’Italia meridionale da parte dei Normanni. È certo che la primitiva chiesa fu sostituita nel secolo XIV da una nuova e grandiosa costruzione nelle forme del romanico pugliese tipico, con pianta basilicale a tre navate, divise da colonnati binati in pietra, tre absidi e copertura della navata centrale a capriate.
In quanto centro della religiosità cittadina (allora) e diocesana (oggi) la Cattedrale ha registrato numerosi interventi di ammodernamento nel XVII e XVIII secolo in virtù dei quali oggi si presenta con una facciata di calcare bianco in stile barocco che si affianca alle linee originali del campanile, oltre a un interno elegante in stile neoclassico.
Nel 1607 (5 novembre) fu eletto vescovo della (allora) piccola diocesi di Castellaneta il bresciano monsignor Aurelio Averoldi, canonico teologo della Cattedrale di Brescia. Egli si adoperò, nei suoi dieci anni di episcopato a Castellaneta, nella virtù cristiana con l’esempio e la parola ma in particolare curò la liturgia della Cattedrale «nella quale esigeva la dovuta riverenza, puntualità e decoro». Quando dunque, nel primo decennio del secolo XVII, furono completati i lavori di ammodernamento liturgico, la chiesa Cattedrale fu consacrata. Così dicono i documenti di archivio e così riporta lo storico locale canonico Francesco Paolo Maggiore.
Era il giorno 11 gennaio 1609 e l’avvenimento come detto in apertura verrà ricordato domani, domenica 11 gennaio, alle 18:30, con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Iannuzzi.
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