via Aldo Moro, il punto esatto dell'incidente
© Vivi
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto, Giovanni Caroli, si è riservato di decidere in merito alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero, Raffaele Graziano, riguardo al procedimento penale sulla morte di Raffaele Laera.
Il giovane, originario di Castellaneta, perse la vita nella tarda serata del 17 settembre 2022 a seguito di un incidente stradale avvenuto in via Aldo Moro: il ragazzo era a bordo della sua vettura percorrendo il viale verso via delle Spinelle ma finì fuori dalla carreggiata poche decine di metri prima dell'incrocio, terminando la corsa nella scarpata sottostante.
Nel corso dell'udienza tenutasi l'8 aprile scorso, i genitori della vittima, che in precedenza avevano presentato formale opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal pm dopo la chiusura delle indagini, hanno chiesto al gip di disporre nuovi accertamenti per fare piena luce sulla dinamica del sinistro.
Attualmente risultano iscritti nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di omicidio stradale, l'allora dirigente dell'Ufficio manutenzioni del Comune di Castellaneta e il conducente di un secondo veicolo. Quest'ultimo è finito sotto la lente d'ingrandimento poiché, secondo la tesi sostenuta dai familiari del ragazzo deceduto, la sua condotta di guida avrebbe avuto un ruolo determinante nella dinamica dell'incidente.
Le difese degli indagati, affidate agli avvocati Giuseppe Chielli, Ignazio Dragone e Veronica Marangi, hanno sostenuto la correttezza della richiesta di archiviazione formulata dalla procura.
Di parere opposto l'avvocato Emidio Attavilla, legale dei genitori di Laera, che durante il dibattimento ha sollecitato approfondimenti investigativi ritenuti necessari per accertare eventuali responsabilità concorrenti o omissioni. I familiari, in sintesi, non accettano una ricostruzione dei fatti priva di ulteriori verifiche tecniche.
Il giudice dovrà ora sciogliere la riserva nelle prossime settimane. Le opzioni sul tavolo sono sostanzialmente due: il gip potrebbe accogliere la richiesta del pm e archiviare definitivamente il caso, oppure ordinare alla procura di svolgere nuove indagini entro un termine prestabilito, indicando con precisione i punti ancora oscuri da chiarire.
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