
Un libro di piacevole lettura da divorare in un sol boccone. A spasso nel tempo in un viaggio romantico tra borgo antico e strade di campagna, riscoprendo una Castellaneta semplice ma allo stesso tempo intrigante e che ormai non c’è più da tanto tempo.
«Padre, figliuolo e spirito santo» è l’ultimo romanzo dell'architetto e storico castellanetano Aurelio Miccoli: racconta vicende di famiglie e personaggi alla ricerca delle proprie origini sognando di raggiungere il benessere sociale o quantomeno di condurre una vita dignitosa per sé stessi e per i propri figli.
Sessantadue pagine scritte a penna morbida, alla portata di tutti, per ripercorrere la storia di due nuclei familiari e ben tre generazioni: una saga di provincia con nomi, personaggi e situazioni frutto dell’invenzione dell’autore. Non conoscessimo il professore Miccoli gli crederemmo sulla parola. L’impressione però è che anche stavolta l’autore abbia giocato con la sua indomabile ironia per ricordare i tempi che furono, raccontare una storia coinvolgente e perché no, lanciare qualche velata provocazione: tra aspettative di vita, ideali politici e il rigore imposto dalla vecchia interpretazione della religione cattolica, il libro descrive lo scenario sociale caratteristico della vita provinciale negli anni che vanno dal secondo dopoguerra a quelli della ricostruzione.
«Padre, figliuolo e spirito santo» vi prenderà per mano per qualche ora, vi farà sorridere, riflettere e sospirare.
Da leggere tutto d’un sorso.
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