La nuova chiesa di San Leopoldo Mandic - Massafra
© Vincenzo Coronese
La parrocchia di San Leopoldo Mandic a Massafra è impegnata in questi giorni nelle operazioni di allestimento e trasferimento verso la nuova sede, che aprirà ufficialmente le porte sabato 14 marzo.
Il parroco Michele Marco Quaranta sta coordinando le attività per svuotare i locali provvisori occupati per trent’anni, preparando il passaggio definitivo al nuovo complesso architettonico che era stato già oggetto di un annuncio di consacrazione lo scorso 24 dicembre.
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Il cantiere e i preparativi logistici segnano l'ultima fase di un percorso storico per il quartiere. Dopo tre decenni vissuti in spazi adattati, la comunità si appresta ad abitare una struttura progettata per le esigenze liturgiche e sociali dei fedeli. Il trasloco in corso non riguarda solo gli arredi, ma rappresenta il coronamento di un’attesa che ha coinvolto intere generazioni di massafresi.
Gli ambienti che per anni hanno ospitato le celebrazioni appaiono ora in fase di dismissione, ma conservano il valore simbolico di una crescita collettiva. Il parroco ha descritto questo momento di transizione come un atto dovuto verso una storia fatta di volti e di momenti condivisi. «Queste mura hanno visto nascere e crescere bambini, formarsi famiglie e riaccendere speranze», ha dichiarato don Michele Marco Quaranta, sottolineando che, sebbene i locali si stiano svuotando, restano pregni di memoria.
Il messaggio rivolto alla cittadinanza mette in luce come la fede e l’identità parrocchiale si siano consolidate proprio nella precarietà degli spazi provvisori. Il lavoro di questi giorni serve a traghettare questo patrimonio umano verso una sede considerata architettonicamente di pregio, a lungo sognata dai residenti. Secondo il parroco, la nostalgia che accompagna i lavori di svuotamento è la testimonianza di quanto la parrocchia sia stata vissuta intensamente come una vera casa.
Il completamento del trasferimento permetterà alla comunità di celebrare la prima messa nella nuova chiesa a metà marzo, aprendo ufficialmente una stagione di rinnovata partecipazione. «Ciò che qui è stato seminato troverà altare e spazio più ampi, ma lo stesso cuore», ha concluso il parroco, ribadendo che il futuro di San Leopoldo è pronto ad attraversare la soglia della sua nuova sede definitiva.
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