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Tassa di soggiorno, opposizione dura con sindaco e assessore

L'assessore Molfetta e il sindaco Di Pippa L'assessore Molfetta e il sindaco Di Pippa

«Ancora una volta l’amministrazione Di Pippa dimostra di essere sorda alle esigenze del territorio».

L'opposizione consiliare torna sull'argomento tassa di soggiorno e, in seguito alla recente nota stampa di alcune associazioni di categoria (clicca qui per saperne di più), punta il dito contro il primo cittadino e l'assessore al Turismo Anna Molfetta.

«È emblematico del malessere che pervade la città» hanno riferito Stefania Giannico, Maria Terrusi, Francesa Arrè, Tommaso Tria, Walter Rochira e Giuseppe Angelillo.

«In seguito alle modifiche apportate al regolamento sulla tassa di soggiorno, le associazioni di categoria contestano l’allungamento del periodo di applicazione delle tariffe, la riduzione delle esenzioni e l’intempestività del provvedimento, prevedendo un impatto negativo sul settore turistico.

A ciò si aggiunga la mancanza di programmazione e confronto più volte richiesto dagli operatori del settore al fine di condividere il percorso più giusto, teso a migliorare il trend turistico della città.

In consiglio comunale e prima ancora in commissione - hanno spiegato i sei membri della minoranza - l’opposizione si è battuta per ore affinché l’amministrazione tornasse sui suoi passi, anticipando profeticamente le argomentazioni che effettivamente le associazioni di categoria hanno portato all’attenzione del sindaco e del suo assessore.

Più volte abbiamo incalzato l’assessore Molfetta, chiedendole se avesse avuto un confronto con gli operatori senza tuttavia ricevere alcuna risposta minimamente soddisfacente.

Allo stesso modo è stato duramente contestato il modus operandi di questa amministrazione che, ad avviso dell’opposizione sembrerebbe concentrarsi esclusivamente a far cassa, come dimostrato dall'infelicissima frase pronunciata da una consigliera di maggioranza (il riferimento è a Letizia Colangelo ndr), che improvvidamente affermò che “le vacanze non sono per i poveri, ma per chi se le può permettere!”.

Come si apprende dalla nota delle associazioni, diverse sono state le istanze di confronto protocollate e puntualmente disattese, nonostante le promesse di “ascoltare le richieste” e di riservare alle associazioni di categoria “un ruolo fondamentale con un dialogo e un confronto continuo”.

E non sarebbe nemmeno una novità. È noto che ormai sia consuetudine di questa amministrazione fuggire dai processi democratici di condivisione delle scelte anche in altri settori; è sufficiente pensare al caos parcheggi a Castellaneta Marina, al ritardo nel prorogare le concessioni balneari, giunte solo l’8 maggio, ossia a ridosso dell’avvio della stagione balneare, all’emergenza cinghiali, alla incertezza causata dal nuovo regolamento dei dehors già oggetto di contestazione da parte degli imprenditori del food.    

Restiamo convinti, infatti, che per governare il territorio nel settore turistico e non soltanto serva un’elevata competenza e qualificazione e ancor più se questa manca, non si può prescindere e/o sottrarsi al confronto con coloro i quali subiscono gli effetti primari dei provvedimenti adottati. 

Bisogna urgentemente porre un freno all’applicazione di provvedimenti presi da pochi, nel segreto delle proprie stanze, e che hanno ripercussioni su molti.

Pertanto - hanno concluso - l’opposizione condivide con le associazioni di categoria la richiesta di apertura di un tavolo tematico alla presenza di tutti gli attori che possa ricondurre l’amministrazione a rivedere le sue scelte che ad oggi non possono che ricevere, a nostro avviso, un giudizio politico negativo».   

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