“Aldo Moro: martire laico”, se ne parlerà a Mottola

Attualità
visibility307 - domenica 09 giugno 2019
di Andrea Carbotti
Più informazioni su
Aldo Moro
Aldo Moro ©

"Aldo Moro: martire laico", sarà questo il tema dell'incontro pubblico del prossimo 14 giugno a Mottola, dove intorno alle 18 nella sala convegni di via Vanvitelli sarà ospitato l'onorevole Gero Grassi, curatore di un progetto del Consiglio Regionale della Puglia e di ANCI Puglia.

L'evento, che rientra nell’ambito delle attività culturali periodicamente organizzate dall’Associazione “Io Scelgo Mottola”, sarà introdotto da Giovanna Aloisio e Francesco Amatulli, entrambi membri dell’associazione culturale e politica nata in seguito alle ultime amministrative.

L’obiettivo del progetto regionale è di mantenere viva la memoria e diffondere il pensiero del pugliese Aldo Moro: Costituente dal 1946 al 1948, Deputato dal 1948 al 1978, Ministro della Giustizia, della Pubblica Istruzione, degli Esteri e Presidente del Consiglio, vittima del terrorismo. Il progetto “Moro: Martire laico” ha l’obiettivo di far conoscere ai cittadini pugliesi il pensiero ed il ruolo di Aldo Moro nella Costituente degli anni 1946-1948, dove Moro si confronta anche con i pugliesi Giuseppe Di Vittorio (PCI), sindacalista CGIL di Cerignola (Foggia), Ruggero Grieco (PCI), sindacalista foggiano, Giuseppe Grassi (PLI), professore universitario di Martano (Lecce), Giuseppe Codacci Pisanelli (DC), Rettore dell’Università di Lecce sui grandi temi che diventano la base della Costituzione repubblicana, approvata il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

«In un periodo in cui le manifestazioni di euroscetticismo emergono nella loro robustezza anche dalle urne - spiegano da "Io Scelgo Mottola", la scelta di parlare della figura di Aldo Moro non è solo simbolica, ma è di sostanza: porteremo a Mottola la discussione sul pensiero di chi ha sempre teorizzato la necessità di unione e coesione tra le nazioni europee e sull’indole “visionaria” di chi ha sempre ragionato in funzione del superamento dei “blocchi” post-bellici».

Andrea Carbotti