Riaffiora la chiesa di San Bartolomeo? Nuove ricerche del team "Castellaneta History Adventure"

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visibility852 - sabato 04 luglio 2020
di La Redazione
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La facciata
La facciata © Castellaneta History Adventure

Riaffiora nel centro storico di Castellaneta, la chiesa che, con molto probabilità sarebbe dedicata a San Bartolomeo. A renderlo noto è il gruppo di studi di Castellaneta History Adventure, guidato da Antonio Moretti con il supporto tecnico del professor Antonio Ludovico.

"Dopo la scoperta resa nota lo scorso mese sulla chiesa di San Lorenzo nascosta in un noto locale del borgo antico - scrivono - spunta a sorpresa un'altra tessera del puzzle che da anni ormai si tenta di sistemare sulla millenaria storia della nostra cittadina. Nella sacra visita di monsignor Bartolomeo IV Sirigo è scritto che il 24 luglio del 1572 egli accede ad ecclesiam S.ti Bartholomei, sitam et positam intus civitatem Castellaneti in contrata della Sala. Si tratta della chiesa di San Bartolomeo che era edificata nei pressi della zona che successivamente sarà denominata dei Molini Vecchi, oggi piazza dottor Carbonara. monsignor Sirigo rinvenne questa chiesa definita da lui stesso sporca di polvere e piena di sterco, perciò l’intervento del vescovo Sirigo fu immediato per il suo riuso, tanto che Mauro Perrone nella sua “Storia documentata della Città di Castellaneta”, citando gli Atti della Curia Vescovile, scrive che “Nel 1602 eravi al Largo Mulini Vecchi una cappella dedicata a questo santo.

I documenti successivi non citano più la chiesa di San Bartolomeo, ma un forte dubbio riguardo la sua ubicazione è dato dalla facciata e dall’interno di un’ abitazione sita in via Molini Vecchi. Ad una attenta osservazione la facciata presenta le caratteristiche di una struttura ecclesiastica piuttosto che di un’abitazione privata, considerate le modanature e i fregi simili alle chiese della prima metà del Settecento come San Giuseppe, in contrada Le Carrare o Santa Caterina da Bologna, in contrada La Marina. L’interno, infine, illuminato da una grande finestra posta sulla facciata, presenta un’aula grande di metri 7x5 (collegata con una scalinata laterale al resto dell’abitazione), con un arco finale in quella che doveva essere la zona absidale.

A Castellaneta l’agiotoponimo “San Bartolomeo” si trova per la prima volta in due documenti del XIII secolo.

Nella contrada rurale, che si trova a sud nel territorio di Castellaneta e che ancora oggi porta il nome di Rene di San Bartolomeo, le mappe secentesche e settecentesche riportano costantemente l’indicazione del casale di “S. Bartolomeo”; inoltre, la visita Pastorale del vescovo Lettieri del 1822 riporta che “la chiesa nella masseria Casamassima a san Bartolomeo è dedicata al santo medesimo e fu eretta da Nicola Picaro nel 1796”.

Una carta del territorio di Castellaneta del 1615 a sua volta riporta l’indicazione di una “grotta di San Bartolomeo” nella zona del parco Busciglio, sulla Murgia a confine tra Castellaneta e Gioia del Colle. Di questa grotta non c’è alcun riferimento nei vari studi riguardanti Castellaneta e non è stata ancora localizzata".