Mottola, nonna Lucia Massaro compie 100 anni

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visibility4023 - lunedì 30 novembre 2020
di Andrea Carbotti
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La festa di Lucia Massaro
La festa di Lucia Massaro ©

Festa con pochi intimi ai tempi del Coronavirus, ma l'occasione resta speciale: ha compiuto 100 anni Lucia Massaro, nonnina di Mottola che per ovvi motivi non ha passato il compleanno come voleva, ma non ha rinunciato all'affetto dei parenti più cari, e tanto è bastato.

La timida festicciola, che avrà di certo un seguito a fine pandemia, è andata in scena sabato 28 novembre, a un secolo esatto dalla sua data di nascita, che aprì la strada ad altri 5 fratelli.

Una vita e una storia segnate da difficoltà, a cominciare dal secondo conflitto mondiale, che la signora Lucia ricorda come fosse ieri, conoscendo come tanti la fame e la paura dei bombardamenti.

Poi l'amore e il matrimonio con Giovanni Mancino, marito di origini tarantine con il quale emigrò in Francia, nella fattispecie a Dunkerque, per cercare fortuna e lavoro. Siamo nella fine degli anni Cinquanta.

Una parentesi, quella francese, che è durata circa 30 anni: nei dintorni di Dunkerque sono nati 2 dei suoi 4 figli, uno dei quali ci vive tuttora. Lucia Massaro è tornata a Mottola solo negli anni Ottanta, ed è rimasta vedova nel 1997.

Ora compie 100 anni, un traguardo raggiunto nella massima lucidità e voglia di restare in pista (magari) per un altro secolo ancora. Nel rispetto dalle prescrizioni, non ha partecipato alla festa il sindaco di Mottola Giampiero Barulli, che ha affidato alla nostra redazione i suoi auguri di buon compleanno.

«Un grossissimo augurio da parte di tutta l'amministrazione comunale per questo secolo di vita. 100 anni, tra l'altro, portati splendidamente bene.

In un periodo di difficoltà e di emergenza sanitaria - ha aggiunto il sindaco -, il centesimo compleanno della signora Lucia è una luce in fondo al tunnel, un barlume di felicità e di speranza affinché la sua longevità possa essere di buon auspicio per tutti quelli che stanno combattendo col virus e che speriamo si rimettano presto».

Andrea Carbotti