Lumino (Slc Cgil): «Contratti fantasiosi, paghe da fame: a chi interessa dei lavoratori?»

«I call center? Una giungla. Le istituzioni si sveglino»

Cronaca
visibility93 - giovedì 13 settembre 2018
di La Redazione
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Call center (immagine di repertorio)
Call center (immagine di repertorio) © Web

«Cosa c’entra il lavoro nei call center con l’edilizia?» È l’interrogativo provocatorio posto da Andrea Lumino, segretario generale Slc Cgil di Taranto all’indomani dell’ultima squallida scoperta nella giungla dei call center ionici.

L’ultima denuncia del sindacato, infatti, riguarda una società tarantina che assume personale per la telecomunicazione, ma somministrando contratti del settore edile. «Ormai – ha commentato amaramente Lumino – non ci stupiamo più di nulla, ma non possiamo non ammettere che il settore diventa sempre più terreno fertile per “nuovi schiavisti” che con fantasia continuano a trasformare il diritto al lavoro in un favore concesso a donne e uomini disperati e accerchiati dal bisogno. Allo stesso tempo – ha aggiunto il sindacalista tarantino – cresce il timore che a nessuno interessi tutto questo. Per fare un altro esempio, qualche tempo fa abbiamo raccontato la storia di una donna assunta come cartomante con la promessa, chiaramente mancata, di uno stipendio fino a 2mila euro e abbiamo dimostrato che nella realtà i “presunti” cartomanti incassavano lavorando da casa la somma indegna 16 centesimi per ogni ora di lavoro: a distanza di qualche mese una società, simile alla precedente, continua a riproporre annuncio uguale perché ha la certezza di poter trovare nuovi schiavi disposti a tutto pur di ricevere un a retribuzione a fine mese». Per il segretario della Slc Cgil Taranto, il rischio è che il sindacato possa continuare, in perfetta solitudine, la battaglia a tutela dei lavoratori ionici e della comunità: «non ci spaventa l’idea di continuare a lottare da soli, ma vogliamo sperare che le istituzioni vogliano affiancarci. Per mesi il Governo ha volutamente ignorato le condizioni in cui i lavoratori dei call center sono costretti a svolgere il proprio compito: fino a quando queste donne e questi uomini dovranno essere sacrificati sull’altare della propaganda e del populismo?».

Per il sindacato il tempo dell’indifferenza e degli slogan è finito: «Da anni – ha concluso Lumino –la misura è colma ed è il momento di cominciare a definire le posizioni in campo di squadre e giocatori: siamo consapevoli del nostro ruolo come sindacato e per questo più volte abbiamo chiesto parallelamente un tavolo istituzionale locale per coordinarci alle forze dell’ordine e istituzionali per aggiustare il tiro e garantire lavoro e lavoratori: il silenzio assordante comincia ad essere intollerabile. Per questo, ancora una volta, chiediamo con forza nuovamente alle istituzioni di convocarci, forti anche della richiesta fatti dai sindacati nazionale al Ministro Luigi Di Maio. Non è possibile accettare tutto in nome della crisi e non abbiamo più bisogno di proclami e di promesse: vogliamo fatti. Anche a livello locale».