Festa delle Forze Armate, celebrazioni a Mottola: corteo e "battesimo civico" per i diciottenni

Cronaca
visibility410 - lunedì 04 novembre 2019
di Andrea Carbotti
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Il sindaco Barulli al monumento ai caduti
Il sindaco Barulli al monumento ai caduti © Oreste Francesco Martinelli

Si sono svolte stamattina le celebrazioni per il Giorno dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, con il sindaco di Mottola Giampiero Barulli che ha deposto una corona d'alloro sul monumento ai caduti di via Mazzini, alla presenza delle alte cariche civili e militari della città.

La cerimonia è poi proseguita nei locali del Liceo "Einstein" dove, così come disposto dall'Amministrazione, si è tenuto il battesimo civico dei neo diciottenni di Mottola, che hanno ricevuto una copia della Costituzione dalle mani del sindaco e dell'assessore alla Cultura Crispino Lanza.

Lo scopo dell'iniziativa, che ha riguardato circa cento nuovi maggiorenni, è stato riflettere sull'attualità dei precetti della Carta Costituzionale e sulla responsabilità, in capo ai giovani, di sentirsi custodi e tutori dei suoi principi.

Una ricorrenza importante, dunque, dove nulla è stato lasciato al caso, neanche in termini di presenze. Alla cerimonia hanno partecipato, infatti, oltre alle solite rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d'arma, anche il commissario superiore della Polizia Locale Vito Caramia, il maresciallo maggiore dei carabinieri Rosario Mascarello, il luogotenente dell'Aeronautica Militare Donato Campanella e il sottocapo di prima classe scelto della Marina Militare Antonio Lippolis.

La giornata, istituita nel 1919 in occasione dell'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti, ha coinvolto anche le scuole di Mottola, che hanno seguito il corteo con le immancabili note della banda cittadina.

«È stato un momento di ricordo e di commemorazione per le gesta eroiche di tanti nostri concittadini ed uno spunto di riflessione per le giovani generazioni - ha detto il sindaco Barulli -, affinché raccolgano l'esempio e siano portatori dei valori di giustizia, uguaglianza e libertà che sono le basi dell'odierna storia repubblicana».

Andrea Carbotti