Coronavirus a Mottola, la testimonianza: «Su mio padre tanto sciacallaggio»

Cronaca
visibility72588 - martedì 17 marzo 2020
di Andrea Carbotti
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L'ospedale Moscati di Taranto
L'ospedale Moscati di Taranto ©

Il Coronavirus arriva a Mottola, e trascina una "caccia all'untore" che non lascia scampo a nessuno: «Mi dispiace per aver assistito a tanto sciacallaggio nei confronti di mio padre, che si è ammalato così come, purtroppo, sta succedendo a tanti altri medici».

Si sfoga così la figlia del dottor Mario Montemurro, il primo mottolese positivo al Covid-19, ricoverato da tre giorni al "Moscati" di Taranto.

Tutto è cominciato tre giorni fa, quando il dottor Montemurro, dirigente medico del presidio ospedaliero di Castellaneta, dopo aver manifestato i sintomi tipici, è stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell'ospedale "Moscati", per verificare la positività al virus. Sin da subito, il medico è stato fatto oggetto di numerosi messaggi, rimbalzati da un telefono all'altro, molti dei quali lo additavano anzitempo come positivo al Covid-19.

La situazione è però degenerata: infatti, hanno cominciato a circolare, sia su Facebook che sui gruppi Whatsapp, una serie di messaggi che indicavano l’identità dell'uomo, con tanto di video e fotografie, con buona pace per il diritto alla privacy. Tuttavia, sebbene la paura del morbo sembra non ammettere regole né buon senso, la figlia Marika, anche lei studente di Medicina, ha fatto appello alla coscienza dei mottolesi e, a nome della famiglia, ha condannato il gesto:

«La gogna mediatica è deplorevole nei confronti di tutti - dice -, indipendentemente dalla funzione che si svolge nella società. Ciononostante, penso che le nostre coscienze dovrebbero fermarsi un attimo e pensare a quanto, oggi, la vita del medico sia diventata difficile e piena di rischi - poi aggiunge -. Abbiate appena un po’ di rispetto per chi come noi, me e la mia famiglia, possiede sani valori, improntati sulla solidarietà, il rispetto e la tolleranza».

La famiglia del paziente, inoltre, ha assicurato di non voler intraprendere alcuna azione legale nei confronti degli autori della diffamazione, perchè - come afferma sua figlia - "riteniamo che siano troppo miseri nella loro pochezza".

Nonostante il momento difficile, Il messaggio di Marika Montemurro, affidato Facebook in seguito alla positività del tampone, si conclude nel segno della speranza, tanto per la salute di suo padre quanto affinché tutti facciano il proprio dovere: «E il dottor Montemurro ci tiene a farvi sapere che dovete #restareacasa e che #andràtuttobene», gli slogan più cliccati nei giorni dell'emergenza.

Andrea Carbotti