Omicidio Rotondo, recuperate altre pistole e tantissima droga

Cronaca
visibility5373 - venerdì 18 dicembre 2020
di La Redazione
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Il sequestro
Il sequestro ©

Continuano a ritmo serrato le indagini per delineare i contorni dell’omicidio di Graziano Rotondo, il palagianellese di 39 anni freddato con una serie di colpi di pistola mercoledì 16 dicembre nel rione Tamburi di Taranto.

Sono stati già individuati e fermati i presunti autori: i cognati Carmelo Nigro, 32 anni, e il 40 enne Vincenzo Balzo, noto anche come "lo sceriffo", figura di primo piano nella mala tarantina.

Gli investigatori stanno ripercorrendo gli ultimi istanti di vita del pregiudicato: ieri mattina, giovedì 17 dicembre, hanno effettuato una seconda perquisizione sul luogo del delitto, un seminterrato delle case parcheggio di via Machiavelli, ritrovando altre 4 pistole e diversi chili di droga.

Complessivamente la Squadra mobile ha posto sotto sequestro undici pistole, tutte perfettamente conservate e pronte all’uso, un coltello, tre chili e mezzo di eroina pura, due chili e mezzo di cocaina, parte della quale già suddivisa in dosi.

Tuttavia la ricerca, resa difficile dalla precaria conformazione del sottoscala, ha permesso di recuperare la droga e le armi solo dopo una meticolosa ispezione dei luoghi.

Alcune pistole, infatti, erano occultate all’interno di due casseforti chiuse a chiave, cementate nel terreno e coperte da cumuli di terra, mentre la droga era nascosta all’interno di alcuni tubi fognari in disuso o di apposite nicchie scavate per l’occasione.

«Vincenzo Balzo, attualmente agli arresti domiciliari - riferisce il dirigente della mobile, Fulvio Manco -, è una nostra vecchia conoscenza: in passato è già stato arrestato per reati di droga. Da tempo era considerato al vertice di quella piazza di spaccio delle case parcheggio».

Dichiarazioni sulla scorta di continue indagini e diverse operazioni antidroga, che negli ultimi tempi hanno permesso di delineare anche l'attività del gruppo di "sceriffo".

Soprannome curioso, ereditato dal padre, detto “sceriffo kid”, assassinato durante la guerra di mala a cavallo degli anni ‘90, dopo essere stato attirato in una feroce imboscata.

Non è stato ancora chiarito il movente dell'uccisione, si seguono due piste: uno sgarro nel mondo dello spaccio di droga o un tentativo di furto finito in tragedia.