La chiesa dei Santi Medici protagonista delle ricerche di "Castellaneta History Adventure"

Cultura
visibility1159 - lunedì 28 settembre 2020
di La Redazione
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La chiesa dei Santi Medici
La chiesa dei Santi Medici © Sinossi Film

Il team "Castellaneta History Adventure" ripercorre la storia della chiesa dei Santi Medici attraverso foto inedite che questa sera, lunedi 28 settembre, alle 19.45 saranno svelate nella parrocchia San Michele Arcangelo.

La serata sarà incentrata sulle ricerche effettuate dal team, illustrate dal professor Antonio Ludovico.

"La chiesa dei Santi Medici, risalente al XVI secolo, nella visita pastorale di Monsignor Bartolomeo IV Sirigo del 1572 viene definita ”in grotta extra moenia", in effetti è ubicata a nord dell’abitato non molto distante dal cimitero cittadino, nella campagna in zona "Ponte del Capillo".
La chiesa probabilmente non visse mai periodi di grande splendore, in effetti qualche secolo più tardi nella visita pastorale di Monsignor Blasio del 19 ottobre 1728, viene trovata in stato di abbandono, soggetta ad atti vandalici, con le porte rotte, muri fatiscenti e con l’ingresso ostruito da “ossa mortuorum" e con infiltrazioni di acqua.

Il vescovo pertanto ne ordina l’immediato ripristino e fa riposizionare nuove porte in legno, fa costruire nuove finestre per aumentarne la luminosità interna e la fa ripulire. Molto probabilmente dopo l’intervento strutturale la chiesa rinasce a nuova vita tanto che nel 1747 G.Nelli viene incaricato di dipingere una grande tela raffigurante i due santi Cosma e Damiano, lo fa rappresentandoli con abiti settecenteschi pur conservandone i colori dell’iconografia classica, utilizzando il verde e il rosso.
Anche stavolta la cappella rurale non ebbe molta fortuna, tanto che apprendiamo dalla sacra visita di Monsignor Lettieri del 1822 che la chiesa probabilmente venne sconsacrata nei primi anni del 1800 in quanto la tela raffigurante i due santi viene spostata nella chiesa cittadina di San Michele Arcangelo.
L’ultimo a citare la chiesa è lo storico Mauro Perrone che scrive: ”era pure nei pressi della gravina a Nord dell’abitato. L’immagine dei due santi che la decorava trovasi oggi nella chiesa di San Michele “.
La chiesa che a prima vista sembra essere una modesta costruzione rurale, nasconde una singolare articolazione architettonica per la quale l'aula della chiesa è ricavata in una enorme grotta sottostante il pianoro prospiciente la gravina, completamente interrata ma illuminata dall'alto dalle finestre della sovrastante anonima costruzione. Una scala a più rampanti ne consente l’accesso dal vano sovrastante, mentre una rampa laterale, con leggera pendenza a partire dal piano di campagna, ne doveva consentire l’accesso principale¹-.
Ad oggi la chiesa si presenta scoperta a causa del crollo del tetto, invasa da detriti trasportati dall’acqua proprio come denunciava Monsignor Blasio, di certo la causa del definitivo abbandono. La tela ad oggi a seguito di diversi sopralluoghi risulta essere collocata in alto a sinistra sull'altare maggiore della chiesa San Michele, abbiamo constatato che misura esattamente 147cm x 105cm ed era per analogie di misura collocata proprio al centro dell'altare maggiore della chiesa sotterranea dei S.S . Medici.