Chiesa grotta di San Basilio Magno: l'ultima scoperta di "Castellaneta History Adventure"

Cultura
visibility420 - lunedì 16 novembre 2020
di Andrea Carbotti
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L'affresco di San Basilio Magno
L'affresco di San Basilio Magno ©

Una fantastica storia.

È quanto si è schiuso da alcuni giorni agli occhi dei membri di Castellaneta History Adventure, il gruppo di ricerca e studi storici composto da Antonio Moretti, Antonio Ludovico e Alberto Spoltore, che avrebbe riscoperto dopo quattro secoli la chiesa grotta di San Basilio Magno nelle campagne della città.

Una cripta fino a poco tempo fa celata dalla chiesa di Santa Maria del Soccorso, che sorge sul ciglio della Gravina grande, non lontana dalla più celebre chiesa dell'Assunta: quella di San Basilio, infatti, era totalmente inglobata in essa, costruita alla fine del XVI secolo su una chiesa già esistente e mai denominata.

Dare un proprio nome alla chiesetta è stato l'obiettivo degli studiosi, che a seguito di numerosi sopralluoghi nella zona ora ritengono di aver riportato alla luce il vero nome del santo a cui era intitolata la chiesa, in base ad un affresco sulla parete dell'abside destro:

«Se confrontiamo l’iconografia - scrivono i tre -, dobbiamo constatare che nell’affresco è assente l’immancabile tiara vescovile che raffigura San Cataldo, invece la fronte dipinta con i radi capelli bianchi, le caratteristiche della veste e il libro che regge in mano richiamano maggiormente l'iconografia di San Basilio Magno».

Il riferimento a San Cataldo è importante, perchè negli ultimi decenni la chiesa era stata denominata proprio come il santo patrono di Taranto, come conferma un saggio del 2002 sulla rivista scientifica Ribalta.

Nulla di più inesatto, almeno secondo le tesi di Castellaneta History Adventure, che ha individuato alla sinistra della testa del santo le lettere "s" e "va", che stanno proprio per S(an) Va(silio), latinismo per riferirsi al patrono della Russia.

A supporto della loro ipotesi, Moretti, Spoltore e Ludovico, che per inciso è un ex assessore comunale alla Cultura, portano un documento del 1520, nel quale in occasione della visita pastore di monsignor Bartolomeo Sirigo si sarebbe celebrata, verosimilmente nello stesso luogo, una messa nel giorno di San Basilio, mentre non risulta la presenza di alcuna cripta di San Cataldo.

Andrea Carbotti