Parisi sulla Logistic&Trade: ​«Tutela di lavoro e salute, chiesto idoneo dimensionamento»

Politica
visibility122 - martedì 10 settembre 2019
di La Redazione
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La Logistic&Trade di Ginosa
La Logistic&Trade di Ginosa © Web

«Ulteriori stringenti prescrizioni per la salvaguardia dei lavoratori, nonchè della salute e dell’ambiente’»: è quanto ha chiesto il sindaco di Ginosa Vito Parisi durante la riunione della Conferenza dei Servizi decisoria riguardante Logistic & Trade svoltasi il 6 settembre a Bari, nel corso della quale si è discusso delle due principali questioni poste dall’Amministrazione: limite al trattamento di 280 mila t/a di rifiuti e valutazione impatto sulla salute.

La Conferenza fa seguito al no secco da parte del comune di Ginosa a un aumento della capacità produttiva nel trattamento dei rifiuti del 380% rispetto a quelle autorizzate nel progetto di ampliamento originario, che prevedeva un trattamento massimo di 180mila tonnellate richieste solo per il materiale Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica) a cui si sarebbero aggiunti ulteriori tipologie di materiali di provenienza extra (plastica, carta e cartone, legno, vetro, metalli ferrosi, metalli non ferrosi, ingombranti) il cui quantitativo ammonterebbe a circa 300mila tonnellate annue, per un totale di 480mila tonnellate.

Inizialmente, era stato addirittura proposto un progetto di ampliamento che prevedeva il conferimento di 580.000 t/a di rifiuti, poi diminuito a 480.000 e, su richiesta dell’Amministrazione Parisi, ridotto a 280.000 t/a.

«Non possiamo dirci soddisfatti - ha continuato il Primo Cittadino - è chiaro che, vista la forte vocazione agricola del nostro territorio, avremmo voluto che non si parlasse nemmeno di simili quantitativi di rifiuti e che la vertenza, già avviata al momento dell’insediamento di questa Amministrazione, seguisse i risvolti sperati già discussi al MISE e per i quali sembrava fosse stato trovato un accordo definitivo.

Nonostante ciò, abbiamo ribadito la nostra posizione: avere un ruolo attivo per coniugare lavoro, salute e ambiente. In continuità con la determinazione dimostrata in vicende analoghe relative all’impiantistica connesso al trattamento di rifiuti nel nostro territorio, riconfermiamo la nostra contrarietà ai grandi impianti in loco.

E’ evidente che da questo punto di vista, la Provincia di Taranto è stata destinata a discarica. Non possiamo assolutamente condividere questa scelta da parte della politica regionale. Il nostro territorio non può subire un destino simile. Per questo, la nostra posizione su tali questioni rimane ferma.

Per quanto riguarda la questione rifiuti, la Conferenza ha chiarito che il limite è fissato dall'AIA e che quindi oltre quel limite non si può andare. Saremo parte attiva nella redazione ed esecuzione del piano di monitoraggio, che verrà avviato nei primi sei mesi, se sufficienti, dall’entrata a regime del secondo impianto, che permetterà di stabilire quali eventualmente potranno essere criteri per quanto concerne l’impatto sanitario e ambientale da rispettare per sempre.

Il comune di Ginosa dovrà incaricare un gruppo di esperti per condurre mirate indagini e partecipare alla stesura del piano di monitoraggio valutando anche la collaborazione dell’ASL al fine avere un controllo specifico sul rispetto della salute pubblica.

Importante sarà nell’immediato riaprire il tavolo vertenziale al Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro al fine di chiarire criteri e tempi assunzionali per i 58 lavoratori ancora in attesa di ricollocazione. Prerogativa dell’Amministrazione, dato l’ampliamento previsto, sarà la ricollocazione di tutti i lavoratori del bacino ex-Miroglio»’.