Giovinazzi risponde al presidente Baccaro: «C'era una volta un ghiro...»

Politica
visibility1425 - lunedì 12 ottobre 2020
di Luigi Serio
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Roberto Giovinazzi e Maurizio Baccaro
Roberto Giovinazzi e Maurizio Baccaro © ViViWebTv

«C'era una volta un ghiro, che durante l’autunno si dava alla caccia grossa per accumulare nella tana le provviste per il ritorno al lungo letargo dell’inverno. Potrebbe cominciare così la storia del presidente del consiglio comunale di Massafra Maurizio Baccaro. Riapparso all'improvviso, dopo quattro lunghi anni di letargo dalla sua elezione, per fare l’elenco della spesa. Le provvigioni che gli possono consentire di dormire per un altro annetto. Quella lista di cose fatte dall'amministrazione che sostiene, fatta con grande spavalderia e presunzione».

Esordisce così, con ironia, in una nota inviata alla stampa, il segretario cittadino della "Lega - Salvini Premier" di Massafra Roberto Giovinazzi dopo lo sfogo di ieri sui social da parte del presidente del consiglio comunale di Massafra Maurizio Baccaro che, collegandosi alla questione calda delle luminarie natalizie, ha voluto elencare tutte le opere e gli interventi fatti durante questi quattro anni di amministrazione Quarto (clicca qui per rileggere l'articolo).

«Come - continua Giovinazzi - quando ci parla della questione della raccolta differenziata, sciorinando numeri incoraggianti e sottacendo però le cifre esorbitanti dei soldi pubblici spesi per inutili censimenti e nuovi cestini da arredo che non hanno evitato di rendere la città sempre più sporca così com'è.

Baccaro parla addirittura dei rifiuti, da vecchio paladino dell'ambiente all'opposizione, leader di battaglie per la diminuzione della Tari che ha subìto incrementi e del no-raddoppio del termovalorizzatore. Ma dov'era quando si è proceduto a realizzare tutte le risagomature (leggasi ampliamento) della discarica di Massafra? Dov'era quando arrivavano le tonnellate di rifiuti da tutte le regioni del sud? E cosa si è fatto per i famosi cassonetti interrati? Ci vuole davvero una bella faccia tosta per affermare che tutto è a posto.

Baccaro ha citato poi i diversi concorsi di assunzione fatti dal sindaco Quarto, tutti con regolare procedura, a differenza del discusso concorso dei dirigenti finito in pasto a “Striscia la notizia”. Bene, del procedimento dichiarato illegittimo dai giudici amministrativi se ne prenderà la colpa chi lo ha realizzato. Ma Baccaro, volutamente, sottace il nome del presidente della commissione del nucleo di valutazione dell'epoca ovvero il suo amato sindaco Quarto nominato dal suo predecessore, che ha contribuito nel suo ruolo a garantire la regolarità di quel concorso. Quindi, caro Baccaro, se vogliamo parlare di regolarità iniziamo col far sapere al popolo massafrese che quella procedura è stata vagliata dalla commissione del nucleo di valutazione il cui presidente ha la sua razione di colpe. Si ricordi la parabola della pagliuzza e della trave, vale sempre e per tutti.

E poi, dove sono finiti tutti gli annunci fatti dai palchi sul primo atto che avreste portato in consiglio riguardante proprio la rimozione di quei dirigenti al fine di rispettare la famosa sentenza del Presidente della Repubblica? Dopo 4 anni e mezzo, solo perché vi è stata una nuova sentenza, si rimuove il dirigente Latagliata e a cascata poi si vedrà per gli altri.

Cosa ha fatto, dunque, questa amministrazione oltre a continuare a vendere fumo ai massafresi?

Perché non basta illuminare d’immenso l’ultimo Natale per cancellare oltre quattro anni di buio. Massafra non sarà mai la nuova Salerno. Specialmente se apriamo il capitolo centro storico, dimenticato da tutti. Speriamo che questo sia veramente l'ultimo anno del vostro mandato.

Ciò che siete stati in grado di creare è solamente un fermo amministrativo, per non parlare del vuoto politico di un’amministrazione più volte definita arcobaleno, retta da tante maschere e che oggi rischia pure di andare a casa con largo anticipo.

Avrebbe fatto meglio a continuare a tacere, presidente Baccaro. Torni pure al suo letargo, la tana c’è, la lista della spesa pure, dunque, può dormire sonni tranquilli».