Anniversario morte Valentino: in ricordo del Mito

Rodolfo Valentino Rodolfo Valentino

Il desiderio di ricordare, nell’anniversario della sua morte (quest’anno il 95°) un concittadino che, per dirla con le parole di un famoso discorso dell’onorevole Semeraro, “con la sua carica di vitalità e la sua intraprendenza si impose nel mondo del cinema che allora era ai suoi primi passi”, è universale.

Anche in America, il 23 agosto di ogni anno, nella hall del cimitero di Los Angeles (dove le sue spoglie riposano) si tiene una commemorazione. Perché Rodolfo Valentino, divo internazionale del cinema muto, è un personaggio straordinario, famoso e amato in tutto il mondo, con una vicenda umana che attrae e a volte stupisce.

Una chiacchiera ricorrente vuole che, al tempo della sua affermazione cinematografica, in Italia fosse poco considerato. E’ una grande bugia se si pensa che i rappresentanti della cultura ufficiale (l’intellighenzia romana, tra cui Gabriellino D’Annunzio, figlio di Gabriele il Vate), nel tentativo di sviluppare l’industria cinematografica italiana (povera e con pochi mezzi) decisero di affidare a Rodolfo Valentino il ruolo di protagonista di un film tratto da un romanzo scritto nientemeno che da Benito Mussolini.

Era il 1923 e si pensava ad un grandioso film italiano, che con la presenza di Rodolfo Valentino avrebbe avuto risonanza internazionale.

Gli organizzatori avevano lavorato sodo affidando la sceneggiatura, corretta dallo stesso Mussolini, e la regia a Leone Roberto Roberti (Vincenzo Leone, padre di quel Sergio Leone che abbiamo in seguito conosciuto come regista di western).

L’operazione non venne realizzata nel 1923 e fu rimandata, probabilmente per mancanza di mezzi economici ma soprattutto perché Mussolini, che era stato nominato nel frattempo Primo Ministro, non fu più interessato a quella forma di pubblicità, incompatibile con la sua nuova immagine.

La morte improvvisa e prematura di Valentino (tre anni più tardi) non consentì poi la ripresa del progetto.

Questo ed altro nel recente saggio “Valentino e il professore”, edito a Taranto per i tipi di Scorpione Editrice. Un saggio che fa luce su piccole-grandi questioni inerenti la vicenda del nostro fra Castellaneta, Taranto e Los Angeles.

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