I Santi Medici in Vico Chiefa
© Gino Scaligina
In occasione della festa dei Santi Medici del 2026, a Massafra è tornata alla luce la storia di due antichi simulacri in cartapesta, legati ad una devozione popolare profondamente radicata nella comunità.
Queste statue sono state esposte nella Chiesa della Madonna del Carmine e sono state portate ieri in processione durante la “Scambisciata”.
Le foto
La loro storia comincia nel 1972, quando Michele Scarano fu colpito da un infarto. La sua guarigione fu attribuita all'intercessione dei Santi Medici, dando origine a una particolare forma di devozione familiare.
Nel settembre del 1973, come ringraziamento, Michele espose per la prima volta presso la propria abitazione un'immagine dei Santi Medici. L'anno successivo, nel 1974, acquistò i due simulacri in cartapesta, realizzati per riprodurre fedelmente le statue custodite nella Chiesa dei Santi Medici di Massafra.
Da quel momento, la casa della famiglia Scarano, in Vico Chiefa, divenne un piccolo luogo di preghiera. Le statue venivano esposte durante i giorni della festa e lo stesso vicolo, nei pressi di Largo Ferente, veniva addobbato con luminarie, sostenute economicamente dalla famiglia.
Per molti anni, generazioni di abitanti passavano da Vico Chiefa per rivolgere una preghiera ai Santi Medici. Una consuetudine rimasta impressa nella memoria di chi, da bambino, viveva quei giorni accanto ai propri nonni e alle proprie famiglie.
Dopo la morte di Michele Scarano, la tradizione continuò grazie ai suoi familiari e alle devote del vicolo, che conservarono con cura le statue e mantennero viva quella particolare devozione.
Successivamente, i figli del realizzatore decisero di donare le statue, insieme al loro stipone, all'Antica Chiesa Madre.
Un altro particolare poco noto è che ieri, accanto ai due simulacri, c'era un altro prezioso elemento della memoria religiosa della comunità: un ostensorio contenente le reliquie dei Santi Anargiri, ovvero frammenti ossei attribuiti ai Santi Medici.
La teca che custodisce queste antiche reliquie reca una memoria particolarmente significativa: risulta donata dalle donne massafresi nel 1964.
Sono piccoli frammenti di una storia più grande: quella della devozione dei massafresi ai Santi Medici, fatta di voti, preghiere, tradizioni familiari e gesti di fede tramandati nel tempo.
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