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TANTI AUGURI GIBERGALLO

TANTI AUGURI GIBERGALLO TANTI AUGURI GIBERGALLO | © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Eleonora Rosa, nipote di Gilberto Gallo (1916 -1996), per ricordare e festeggiare il 100esimo anniversario della nascita dell'indimenticabile protagonista del Carnevale massafrese e ideatore della maschera Gibergallo, che cade nel 2016.



Eleonora (nipote di Gilberto) con tutta la famiglia Gallo continua a divertire e divertirsi riproponendo nelle sfilate del carnevale in ricordo e lo spirito del grande Gilberto. Quale miglior modo per ricordarlo se non quello di dire Tanti auguri Gibergallo !

Di seguito il testo:

Gibergallo, maschera del carnevale massafrese. Ma cosa vuol dire essere una maschera?
“Nel senso più stretto del termine è un finto volto, abitualmente di cartapesta, con cui si ricopre il viso per non farsi riconoscere. Maschera è però anche chi si traveste in modo da rappresentare un personaggio indipendente dal fatto di avere il viso ricoperto o no”. Ed il Gibergallo sicuramente appartiene a questa seconda categoria, che il volto non l’ha mai coperto, se non sotto uno strato di cerone bianco.

Ma come nasce la maschera del Gibergallo?
Dall’ “assoluta autonomia dell’atto creativo, come atto istintivo e libero da ogni normativa, da cui l’esistenza di individui dotati di genialità artistica, che creano arte comica o tragica, in base non al loro temperamento, ma in ogni caso “unica” e di “valore” (Benedetto Croce – Estetica)
Quindi il Gibergallo nasce dal semplice colpo di genio di un uomo; Gilberto Gallo, per cui “il travestimento per il Carnevale vale per me tutto , ma il solo intento che voglio raggiungere è quello di dare un poco di allegria a questo meraviglioso carnevale massafrese.” (Intervista di Vito Miccolis a Gilberto Gallo – Quotidiano 1982).

Ma cosa significa essere la maschera di un paese?
Vuol dire, che la popolazione tutta, o nella sue stragrande maggioranza, s’identifica e riconosce la maschera come un suo simbolo di appartenenza, un tratto distintivo. Difatti tutti i napoletani riconoscono in Pulcinella, la loro napoletaneità, sia nazionale, ma soprattutto internazionale, tanto che grandissimi attori, da Eduardo De Filippo a Massimo Ranieri, passando per Dario Fo, hanno indossato la maschera napoletana per eccellenza.

Quindi, dal momento in cui il Gibergallo è stata proclamata maschera del Carnevale massafrese, il 27 febbraio 2004, è divenuta il tratto peculiare di una intera cittadina, appunto Massafra, e del suo carnevale, e per questo il suo legame carnascialesco non è solo con la sua famiglia d’origine, ma con ogni cittadino massafrese, presente e futuro, degno erede, di questa figura caratteristica, che la fa entrare, di diritto, fra le maschere dei Carnevali d’Italia.

Angelo NOTARISTEFANO

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