Pino Rizzi ce l'ha fatta, a Lenta (Vercelli) nasce Via Castellaneta: sabato la cerimonia

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di La Redazione
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Pino Rizzi, sindaco di Lenta
Pino Rizzi, sindaco di Lenta ©

Nel cuore dell’Italia settentrionale c’è ancora chi non affitta case ai meridionali. Ma c’è anche chi intitola un’intera via a una città del Sud.

È il caso del sindaco di Lenta Giuseppe Rizzi, paesino di 900 anime della Valsesia, in Piemonte, che sabato prossimo scoprirà il cartello di via Castellaneta, con l’immancabile dicitura “Città di Rodolfo Valentino, il mito”. Sveliamo subito il trucco: trattasi di un esercizio di toponomastica del cuore. Il cognome del sindaco, infatti, qualche sospetto lo avrà destato: Rizzi è originario di Castellaneta e vi torna regolarmente, anche se si trasferì in Piemonte quindicenne, ormai 50 anni fa!

Pensate che non ha perso nemmeno l’accento, tanto è affezionato alle sue radici. Quando lo abbiamo raggiunto telefonicamente si è addirittura aperto in un dialetto verace, “sporcato” solo in qualche passaggio dalla tipica cantilena piemontese: basterebbe già questo per sceneggiare uno spin-off di “Benvenuti al Nord”.

La decisione di intitolare una via al suo paese d’origine, tuttavia, ha una spiegazione ufficiale: favorire lo scambio tra le due comunità, affinché si inneschino anche proficui processi di natura economica. L’obiettivo, quindi, è fare in modo che Lenta e Castellaneta procedano a un gemellaggio, che peraltro Rizzi ha già richiesto ufficialmente al Comune di Castellaneta già nel 2017.

La teoria di Rizzi è inattaccabile: «Noi abbiamo il riso, tra i migliori prodotti in Italia, e paesaggi montani mozzafiato, Castellaneta ha l’olio extravergine d’oliva e le gravine, altrettanto suggestive. Conoscersi a vicenda sarebbe motivo di arricchimento reciproco».

Una teoria che si tiene in piedi, certo, almeno fino a quando non spuntano fuori le origini del sindaco. «Sa che l’opposizione ha presentato anche un’interrogazione contro questa iniziativa – ci spiega –, contestandomi di averlo fatto per ragioni personali?». Come dargli torto, a dirla tutta, anche se la risposta starebbe nella ricaduta positiva di questa decisione.

Nella zona, infatti, i comuni sono tutti gemellati con paesi stranieri, francesi e tedeschi soprattutto. L’auspicio di legarsi a un paese del Sud, quindi, diviene anche un atto politico, in una terra e in un periodo storico in cui le divisioni sembrano riaffiorare con tutto il loro carico di sofferenza.

«Io me lo ricordo quando non si fittava davvero ai meridionali – le parole di Rizzi –, ma oggi la situazione è migliorata. Qui tutti mi vogliono bene, anche perché in politica ho fatto la gavetta dimostrando il mio valore (è al secondo mandato, confermato con il 73%, dopo aver fatto anche consigliere e vicesindaco. Ndr). Qualche rigurgito di intolleranza c’è ancora, però, e spero che questa iniziativa serva a sensibilizzare sulla necessità di pensarla diversamente».

Alla cerimonia, che rientra nei festeggiamenti dedicati al riso, parteciperà anche una delegazione castellanetana composta dall’assessore Alfredo Cellamare, dal consigliere comunale Roberto Tanzarella e dalla Pro Loco, con tanto di gonfalone. «Faccio un appello a tutti i castellanetani fuori sede – le parole del sindaco di Lenta –, magari ai tanti che vivono qui vicino a Milano: raggiungeteci sabato, sarà una grande festa alla quale parteciperà anche la redazione di ViViWebTV per documentare il tutto passo per passo».

Che poi non è stato nemmeno originale, Rizzi, considerando che via Castellaneta esiste già a Roma, Riccione e Lecce. Ma in questi casi il cuore c’entra poco. Volete mettere, invece, il piacere di percorrere 150 metri sentendosi come a casa?