Bocciato il Piano di riequilibrio: per Di Pippa, Castellaneta a rischio dissesto

Politica
visibility725 - mercoledì 24 novembre 2021
di La Redazione
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il consigliere Gianni Di Pippa
il consigliere Gianni Di Pippa © ViviWebTv

«Il Piano di riequilibrio è stato bocciato dalla Corte dei Conti. Ne consegue, sotto il profilo procedurale, il rischio da parte dell'Istituzione locale di precipitare nel dissesto finanziario».

Lo afferma il consigliere comunale PD Gianni Di Pippa, commentando la notizia del provvedimento deliberato dalla magistratura contabile, comunicato al sindaco di Castellaneta il 27 settembre scorso.

«Adesso - spiega Di Pippa - si attende il deposito delle motivazioni ed eventuale impugnazione, innanzi alle "Sezioni Unite" della Corte dei Conti, da parte del Comune di Castellaneta.

Nel Consiglio comunale del 9 novembre 2020 - ricorda Di Pippa -, la maggioranza aveva deliberato la chiusura anticipata del piano, rispetto alla scadenza fissata nel 2021, dando atto che non sussistevano più le condizioni di squilibrio rilevate nella deliberazione di Consiglio comunale n. 20 del 12/04/2016 e che quindi l'ente non era più da considerarsi in riequilibrio finanziario pluriennale.

Durante il mio intervento in aula avevo espresso una serie di perplessità sulla procedura seguita ai sensi dell’art. 243 del T.u.e.l. e sulla reale situazione finanziaria che consta una severa massa debitoria ed un'incapacità dell'amministrazione di recuperare i crediti.

Restiamo in attesa di leggere le motivazioni e di capire se il Comune proporrà ricorso. Come consigliere di opposizione del Partito Democratico non mi rallegro certamente, il default rappresenterebbe un danno enorme per tutti i cittadini dopo anni di sacrifici, di tassazione ai massimi livelli, blocco delle assunzioni e restrizioni nell'erogazione dei servizi.

Oltre la propaganda di palazzo, v’è la cruda realtà dei numeri. Invito il sindaco di Castellaneta, invece di pensare alla sua candidatura a sindaco di Taranto, di prendere atto del suo fallimento amministrativo e di rassegnare le dimissioni».